Ci siamo avventurati all’interno dei corridoi dei padiglioni 4, il Bookstock, e il padiglione 2, il “Cuore Pulsante” del Salone, chiedendo ai passanti cosa ne pensassero del tema di quest’anno. Dopo aver intervistato persone di fasce d’età diverse, abbiamo ascoltato opinioni interessanti e alle volte anche contrastanti tra loro. La prima domanda che abbiamo posto è stata: “Qual è la tua opinione riguardo il tema di quest’anno? Pensi che sia attuale?”. La maggior parte delle persone ha risposto allo stesso modo, affermando che nel mondo di oggi sia sempre più importante dare possibilità ai giovani di esprimere le proprie opinioni. Spesso la frase “I ragazzi salveranno il pianeta: sono il nostro futuro!” è semplicemente un’idea utopica che “scarica” le responsabilità su chi di fatto non può fare nulla per migliorare la propria condizione e quella umana. Tutti però concordano sul fatto che la cultura sia uno strumento fondamentale per coloro che un giorno avranno un ruolo importante nel mondo. Tuttavia la cultura è da tutti ritenuta “non accessibile” per i suoi costi elevati. Noi giovani ovviamente ci schieriamo contro a questo sistema che rende la cultura vincolata alle logiche del profitto ed elitaria, che causano la perdita del suo valore educativo.
“Qual è, secondo te, il libro che potrebbe salvare il mondo?” è la domanda che ha ricevuto le risposte più varie e curiose: una coppia afferma che “Pechino è in coma” di Ma Jian, sulle proteste avvenute alla fine degli anni ‘80 e sul coraggio dei giovani di quel tempo, rappresenta un esempio di impegno politico e civile per tutte le generazioni future, soprattutto in un periodo di tensione politica e sociale come quello attuale. Un altro libro che ci è stato consigliato come “cura” per il mondo di oggi è “Quel che si vede da qui” di Mariana Leky, un romanzo ambientato in un piccolo villaggio e che affronta i temi della morte e dell’importanza di vivere a pieno la propria vita, mettendosi in gioco e non rimanendo semplici spettatori passivi di ciò che avviene attorno a noi. L’ultima risposta è “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry, rivolto più agli adulti che ai giovani, che ricorda l’importanza del tornare bambini anche in momenti in cui non è possibile farlo.
Abbiamo compreso che ci sono libri che sono davvero in grado di aiutare le persone a salvare il nostro pianeta e che possono insegnare ai giovani come affrontare il proprio futuro con coraggio, imparando da chi prima di loro non ha avuto paura di lottare contro le ingiustizie, mentre agli adulti a guardare con gli occhi di un bambino e ritrovare quella purezza che spesso non c’è più.