17-18 aprile 2021, Cronache, Internazionale a Ferrara tutto l'anno

Tecnologia: una questione di genere


Ilaria Boules, Giulia Cudemo, Alessandra Troiano. Liceo Alfieri, Torino


Nel secondo appuntamento domenicale di aprile di Internazionale a Ferrara, Claudia Durastanti, scrittrice e traduttrice italiana candidata al Premio Strega, intervista Claire Evans, musicista, critica di science fiction e scrittrice, che dopo aver lavorato per oltre vent’anni alla BBC, ha scritto Connessione. Storia femminile di Internet.

Il libro tratta di varie tematiche nell’ambito della tecnologia, tra cui la presenza delle donne in un campo da sempre caratterizzato da un’ampia disparità di genere e da una forma di dualismo della rete, espresso dall’euforia per gli inizi e dalla diffidenza per il presente.
La scrittrice americana è stata molto attenta nel suo intervento e nel suo approccio al problema a trascendere gli stereotipi di genere che fanno riferimento ai miti dell’evoluzione tecnologica. Uno di questi miti è quello dell’origine: chi è il grande genio inventore dell’informatica? Evans affronta l’argomento affermando che il focus della domanda, posto su un singolo individuo, dovrebbe invece concentrarsi sulla collaborazione di persone che, mettendo insieme le proprie idee, spesso maturate dopo anni di riflessione, giungono alla realizzazione di un prodotto efficace indipendentemente dal loro genere; è dunque irrilevante fare affidamento su chi sia stato il primo, tuttavia, qualora l’inventrice sia una donna, sarebbe necessario evidenziare l’originalità della sua idea, in quanto non si pensa mai ad essa come parte attiva del progetto, ma solo come curatrice della manutenzione.
La scrittrice per ampliare la sua tesi e decontestualizzare la mania del genio sostiene che l’intelligenza artificiale, da sempre caratterizzata come individualista e generativa, sia un ottimo oggetto di studio per proiettarsi verso un futuro inclusivo che riconosca i meriti di entrambi i sessi e che per farlo sarebbe necessario analizzare il passato, colmo di pregiudizi da sradicare.
È questa la teoria su cui basa l’ideale struttura lavorativa presentata nel libro: uno schema collettivo e cooperativo che, badando equamente a manutenzione e innovazione del prodotto, possa portare al miglioramento della tecnologia e delle relazioni ad essa legate.

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