Cronache, Salone del Libro 2023

Storie tedesche: Donna blu


Matilde Facchin, Martina Fenos

Liceo M. Grigoletti - Pordenone

In vista del 2024, quando l’Italia sarà Paese Ospite alla Fiera del Libro di Francoforte, quattro autrici e autori tedeschi sono stati invitati a presentare le loro recenti pubblicazioni al SalTo2023. Il terzo appuntamento di “Storie tedesche” vede come protagonista Antje Rávik Strubel con il libro “Blaue Frau” (Donna Blu). In uscita il prossimo venerdì, il romanzo si concentra sulla figura di Adina, cresciuta al confine ceco-polacco e trasferitasi a Berlino per studiare. Dopo essere stata vittima di uno stupro da parte di un politico della Germania dell’Ovest, scappa ad Helsinki per cercare una nuova vita. 

Adina, come spiega l’autrice, è una figura che proviene da un suo romanzo precedente, un personaggio che che sentiva che avrebbe dovuto approfondire. Strubel racconta come la storia di Adina si leghi ad una sua vicenda autobiografica. Dopo aver ricevuto una borsa di studio ad Helsinki, ha deciso di inserire la protagonista del libro nello stesso appartamento in cui lei ha vissuto. La vita nel palazzo in cui vive, costituirà una sorta di esilio volontario per Adina, una sorta di porto sicuro che faticherà ad abbandonare. 

Fondamentale per l’uscita di Adina da questa situazione opprimente è la figura di Kristiina, una attivista politica e parlamentare irlandese a cui lei si rivolgerà per chiedere aiuto. 

Lei rappresenta ciò che Adina desidererebbe essere, una donna forte e sicura di sé. Il fatto che Kristiina sia finlandese mette in evidenza la differenza della figura della donna. In Finlandia ha subito un processo di emancipazione differente e questo si percepisce dalla  diversa rilevanza che la donna ha nella società finlandese e dalla gestione sociale dei fenomeni di violenza sessuale. La condanna per abuso sessuale avviene nel 50% dei casi in Finlandia contro un 5% in Germania. Kristiina è la dimostrazione che qualcosa si può fare. 

Un’altra figura importante nella vita di Adina è Leonides, politico dell’Estonia, professore ospite dell’università di Helsinki, e parte del Parlamento Europeo. Il suo carattere pacato permette alla protagonista di “avere il tempo di respirare” e di tornare ad amare. Tra i due si sviluppa una storia d’amore molto cauta. 

La Strubel prosegue parlando di una sorta di presenza invisibile che percorre tutto il romanzo: la donna blu. L’autrice spiega che durante il processo di scrittura una sorta di voce esterna ha cominciato a svilupparsi nella sua testa, una voce che nemmeno lei riconosceva. Questi frammenti, apparentemente senza alcun legame, hanno poi costituito nel libro un livello di approfondimento maggiore del personaggio di Adina, incapace di dare voce all’esperienza traumatica vissuta. 

Il romanzo lascia spazio alla riflessione poetica e nostalgica attraverso l’elemento dell’acqua. Essa è qualcosa che al contempo unisce e divide e che possiede caratteristiche femminili, attribuibili anche al personaggio della Donna Blu. Non è pura fantasia ma non è nemmeno reale. Rappresenta l’irreale nella realtà. 

La Strubel afferma di essere riuscita a definire i suoi personaggi con grande profondità psicologica solo grazie alla sua esperienza come traduttrice. Il linguaggio, sulla cui analisi si è concentrata così puntigliosamente durante il suo lavoro, caratterizza ogni personaggio da lei descritta che suona al suo orecchio in modo differente. “Tutto sta nella lingua e in quella le persone si identificano.”



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