17-18 aprile 2021, Cronache, Internazionale a Ferrara tutto l'anno

Se non si conosce il vero valore delle donne…


Sara Bonora e Chiara Flori, Liceo Ariosto Ferrara


Durante l’incontro “Connessione” tenutosi domenica 18 aprile, in occasione del Festival di Internazionale Ferrara, con la scrittrice e musicista Claire L. Evans, mediato da Claudia Durastanti, si è trattato di Donne e tecnologia, tema centrale del libro dell’intervistata Connessione. Storia femminile di Internet

Da sempre le Donne sono state vittime di discriminazioni legate al genere in ogni ambito. Ma non tutti sanno che, in campo informatico, le Donne sono state fondamentali. Sono state infatti le pioniere della programmazione: le macchine inventate dagli uomini, come la “macchina Turing” utilizzata durante la Seconda guerra mondiale per decifrare i codici mandati dai tedeschi, venivano fatte poi funzionare dalle Donne, senza essere formate per  farlo. Ma perchè proprio le donne? L’industria più antica affidata alle Donne è quella dei calcoli a mente e, proprio per questo, venivano considerate le uniche in grado di utilizzare poi i dispositivi. Si potrebbe quindi dire che il termine “Computer” – persona che calcola- derivi proprio dal ruolo che queste occupavano. 

Le Donne, essendo sempre state relegate alle posizioni inferiori e più nascoste, nel momento in cui la programmazione diventò un’attività di tutto rispetto vennero allontanate dal loro lavoro. Le informatiche, come del resto ogni lavoratrice, devono sempre dimostrare qualcosa in più: ognuna per permettersi di essere considerata almeno la metà di un uomo deve continuamente ottenere il doppio se non il triplo dei risultati richiesti ad un normale lavoratore. 

Tra gli ambiti in cui le donne sono vittime di stereotipi rientra anche il gaming. All’inizio degli anni Novanta le industrie di videogiochi si ritrovarono in difficoltà perchè non riuscivano a comprendere a cosa volessero giocare le ragazze, non conoscendo giochi “da femmina”. I classici videogiochi “maschili” come Super Mario venivano femminilizzati aggiungendo i colori considerati “da ragazza” come il rosa e il viola e trasformando i personaggi in bambole e principesse: nasce così Barbie. Negli ultimi anni invece, soprattutto durante il periodo di pandemia, i giochi online sono diventati dei veri e propri luoghi d’incontro, permettendo di far incontrare virtualmente numerosi giocatori da tutte le parti del mondo. Questo ha contribuito anche “a trascendere la differenza binaria tra maschio e femmina, seppur non in maniera definitiva”.

Claudia Durastanti, approfittando della presenza di una musicista, ha trattato anche degli stereotipi legati alle donne nella musica e delle pioniere della musica elettronica. La cantante ha approfittato di questa occasione per raccontare la storia di Suzanne Ciani, studentessa di composizione al conservatorio che decide di non scrivere sinfonie e grandi opere, ma solo brevi brani chiari e concisi. In un ambiente come il conservatorio tuttora molto maschilista, Suzanne si ritrova a pagare la sua scelta venendo accusata di essere incapace di creare grandi sinfonie perché Donna. La svolta nella sua vita la avrà scoprendo la musica elettronica, un mondo in cui la musicista realizza la sua musica da sola, rispettando la sua visione e riacquistando la propria autonomia. 

Le discriminazioni legate al genere femminile derivano anche dai significati associati alle parole. Se ci si immagina un visionario, si pensa a un uomo imprenditore, capo di una grande azienda. Invece, se si sente il termine visionaria, la prima cosa che ci mostra la nostra mente è l’idea di una sciamana, che si occupa di unire la comunità. 

Da questo incontro si comprende che nonostante venissero sempre trovati dei modi per togliere valore alle Donne e al loro operato, queste ultime hanno sempre avuto nella storia dei ruoli fondamentali, seppur nascosti, permettendo di avanzare e completare grandi scoperte. Tuttora le Donne sono soggette a stereotipi e discriminazioni, ma il reale difetto delle Donne è, a volte, dimenticarsi il loro vero valore.

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