La Peste, Un libro tante scuole

Un’attualità sconcertante


Sara Libroia 5F liceo B. Rescigno


Una cosa che ti ha colpito

La scena del bagno in mare di Rieux et Tarroux

Una frase del libro da conservare

“Ci sono negli uomini più cose da ammirare che da disprezzare”.

Se questo libro fosse una canzone

“La peste” di Camus parla di un’epidemia di peste, che si manifesta in un’epoca indeterminata, in una città dell’Algeria, Orano.

Questo romanzo, oltre ad essere scritto in modo semplice e fluente, è certamente di un’attualità sconcertante: se l’avessi letto due anni fa, probabilmente non avrei del tutto empatizzato con i personaggi, Non avrei capito il messaggio che Camus voleva trasmettere.

Attraverso “La peste” Camus voleva chiarire che non bisogna essere “complici del male”: non è possibile per l’uomo (e non ha senso) essere felice se non si può essere felici con gli altri. Senza solidarietà, l’uomo, prima o poi, finirà nella disperazione.

Una delle scene che più mi ha colpito è stata quando Rieux e Tarrou, stanchi e sfiniti dalla pandemia, si sono fatti un bagno in mare, da soli, di notte. Mi ha impressionato perché mi sono sentita come loro, perché anche se erano stanchi e distrutti, sono riusciti a trovare una felicità temporanea attraverso qualcosa di semplice come l’immersione nella natura. Ovviamente, non è una felicità che dimentica i morti ma una felicità che permette di allontanare il dolore anche se per qualche secondo, che ci fa ritornare temporaneamente nel passato e che ci permette di apprezzare ciò che avevamo\abbiamo\avremo e che ci trasmette quella forza che, in una situazione del genere, viene a mancare.

È un libro che consiglierei di leggere almeno una volta nella vita: leggendo, ci si rende conto che alla fine la storia è sempre la stessa e che noi uomini siamo sempre gli stessi; come ho già detto, è di un’attualità sconcertante.

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