La Peste, Un libro tante scuole

Una storia ancora attuale


Ester Maria Caiazza


Una cosa che ti ha colpito

La peste di Camus è un romanzo scioccante nella sua attualità. L’epidemia, che all’inizio agita i cittadini solo perché li costringe a chiudersi in casa, diventa angosciante e si rivela in tutta la sua malvagità. La tragedia della storia è lì, non solo nella morte di persone innocenti, di personaggi che il lettore impara ad amare, ma nel momento in cui accade. Il lettore spera ancora che possano sopravvivere, ci crede fortemente, proprio come Rieux, ma deve affrontare la realtà. I personaggi si interrogano sulla loro vita e sul significato del loro lavoro. Sono domande che spesso rimangono senza risposta o sono totalmente inutili di fronte alla tragedia umana. C’è chi si sente lontano dai suoi cari, chi li dimentica, chi cerca la sua vita nelle piccole cose come Grand, chi accoglie la peste con un egoismo quasi comico e amaro, chi è stanco ma continua a combattere come Rieux o chi si ricrede come il giudice Othon e Paneloux. Nella solitudine nasce un’unione tra questi uomini, che imparano ad amare e sopravvivere insieme. Nonostante questo, la conclusione del romanzo non può essere positiva. La peste non è solo una malattia, è l’ignoranza, è la cattiveria, è la semplicità con cui il padre di Tarrou condanna a morte l’accusato. Senza dubbio, un libro indispensabile per riflettere su se stessi e sul vero significato dell’umanità durante i disastri.

Una frase del libro da conservare

Il bacillo della peste non muore né scompare mai, può restare per decenni addormentato nei mobili e nella biancheria, che aspetta pazientemente nelle cantine, nelle valigie, nei fazzoletti e nelle carte

La peste di Camus è un romanzo scioccante nella sua attualità. L’epidemia, che all’inizio agita i cittadini solo perché li costringe a chiudersi in casa, diventa angosciante e si rivela in tutta la sua malvagità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *