La Peste, Un libro tante scuole

Un anno di NO


Giulia Scarso


Una cosa che ti ha colpito

Quest’anno più che mai l’uomo è stato costretto a fare i conti con sé stesso, presi dalla frenesia della vita quotidiana, quasi nessuno pensava mai davvero ai perché di concetti più importanti e profondi. Sicuramente è stato un anno pesante, ma allo stesso tempo formativo perché come dice sempre mia mamma “si cresce anche con i NO” e proprio quest’anno ne abbiamo avuti di no… NO ai nonni, NO agli abbracci, NO agli amici, NO alle uscite, NO alla scuola “normale”, NO alla nostra adolescenza. Sono riuscita a rispecchiarmi perfettamente nel libro “LA PESTE” di Albert Camus; ogni singola sensazione, paura, emozione provata dagli abitanti di Orano era per me un ricordo che riaffiorava la mente. E’ stato proprio leggendo queste righe che son riuscita a sistemare tutte quelle emozioni forti provate e prendere davvero coscienza di quanto quest’anno mi abbia cambiata.

Credo non servano altre parole per descrivere la mia condizione, vivevo in una sorta di limbo, bastava un nulla a farmi perdere l’equilibrio, mantenuto a stento dall’immaginazione, appunto.

Una frase del libro da conservare

A quel punto coraggio, volontà e pazienza crollavano in modo talmente rovinoso da dar loro l’impressione che non sarebbero mai più riusciti a risalire da quella voragine. Si imponeva allora di non pensare più alla data di liberazione, di non volgersi mai più verso il futuro e di tenere, per così dire, gli occhi bassi. […] Provavano così la sofferenza profonda di tutti i prigionieri e di tutti gli esuli, che è quella di vivere con una memoria che non serve a niente. Persino il passato a cui pensavano in continuazione aveva solo il sapore del rimpianto. […] Insofferenti del presente, nemici del passato e privi di futuro. […] L’unico modo per sottrarsi da quella vacanza insopportabile era far ripartire i treni con l’immaginazione.

Quest’anno più che mai l’uomo è stato costretto a fare i conti con sé stesso, presi dalla frenesia della vita quotidiana, quasi nessuno pensava mai davvero ai perché di concetti più importanti e profondi.

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