Laboratorio, Un libro tante scuole

Pereira in me


Myriam Louati - 3C tecnico turistico

IIS Bosso-Monti - Torino

Nome Scuola

IIS Bosso-Monti

Città Scuola

Torino

Una cosa che ti ha colpito

Partendo dall’inizio, subito con la riflessione fatta in classe, mi ha colpito molto la frase che Pereira scrive: “Quel bel giorno d’estate, con la brezza atlantica che accarezzava le cime degli alberi è il solo splendeva, e con una città che scintillava, letteralmente scintillava sotto la sua finestra, è un azzurro, un azzurro mai visto, sostiene Pereira, di un nitore che quasi feriva gli occhi, lui si mise a pensare alla morte.”
Questa parte del testo mi ha fatto molto riflettere, perché nonostante lui stesse descrivendo quella bella giornata d’estate, alla fine pensa a qualcosa di buio e cupo, la morte.
In questo mi sono rivista molto, mi accorgo sempre di più, nonostante il momento bello che sto vivendo, un attimo dopo i pensieri negativi mi assalgono, non permettendomi di vivere quella determinata situazione al meglio e con spensieratezza.

Un’altra cosa che ti ha colpito

Un’altra frase che mi ha colpita molto è: “ Tante belle ragazze che andavano matte per lui. E lui invece si era appassionato di una ragazzina fragile e pallida, che scriveva poesie e spesso aveva mal di testa.” Qua si parla della moglie di Pereira, purtroppo venuta a mancare: il suo ritratto gli fa ricordare lui stesso da giovane, pensando a quante donne andavano matte per lui, ma i suoi occhi erano concentrati solo su una ragazza semplice, non appariscente.

Una frase del libro da conservare

Una frase da conservare si trova alla fine del libro, ovvero: “È difficile stare dalla parte giusta mentre il mondo va a rotoli. Ma ancora più difficile è cambiare idea, uscire dal cono d’ombra dell’ indecisione, fare ciò che non si aveva il coraggio di fare”. Al giorno d’oggi, quasi tutti sono trasportati da un’idea che viene condivisa da più persone, senza riflettere su ciò che si vuole o su ciò con cui si è realmente d’accordo, o per paura di essere giudicati o, semplicemente, come riportato, perché non si ha il coraggio e la determinazione di decidere di fare una scelta, giusta o sbagliata che sia, per se stessi e non per gli altri.

Se ti è piaciuto il libro, leggi o guarda anche

Consiglio il libro a chi ama molto la storia, soprattutto il periodo delle dittature europee del Novecento.
Questo romanzo mi è piaciuto molto, l’ho trovato molto scorrevole ma, secondo me, un po’ impegnativo, per le descrizioni che fa Pereira e per le sue ripetizioni, che rendono, però, questo libro molto incisivo, al punto da restare nitidamente impresso nella testa anche dopo averlo letto.

Partendo dall’inizio, subito con la riflessione fatta in classe, mi ha colpito molto la frase che Pereira scrive: “Quel bel giorno d’estate, con la brezza atlantica che accarezzava le cime degli alberi è il solo splendeva, e con una città che scintillava, letteralmente scintillava sotto la sua finestra, è un azzurro, un azzurro mai visto, sostiene Pereira, di un nitore che quasi feriva gli occhi, lui si mise a pensare alla morte.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *