La Peste, Un libro tante scuole

Lo scandalo della morte


Mirea Sgheiz Classe III D Liceo Alessandro Volta Como


Una cosa che ti ha colpito

 

 

 

Un’altra cosa che ti ha colpito

Molti sono i passi del romanzo di Camus he mi hanno fatta riflettere, ma questo, in modo particolare, ha proprio lasciato un segno dentro di me. I poeti romantici credevano che un bambino fosse ciò che più si avvicina all’assoluta purezza e io concordo pienamente con loro; per questo motivo mi chiedo: perché il destino o il caso devono poter sottrarre la vita ad un’animagiovane ed innocente? Dov’è Dio quando queste ingiustizie accadono? Beh, credo proprio si trovi nello stesso posto di quando scoppiano le guerre o di quando le persone vengono violate fisicamente e verbalmente. Credo, nonostante tutto, che ci sia molta differenza tra vedere morire un uomo o un bambino: un uomo ha già vissuto e ha già assaporato tanto dell’esistenza, ma un bambino, o un giovane ragazzo, cosa può sapere della bellezza della vita, delle emozioni forti, dell’immensità del mondo o di quanto possa essere forte l’amore. Chi restituirà mai loro tutti questi splendidi passaggi del nostro breve viaggio in questa vita? 

 

Una frase del libro da conservare

“Avevano già visto morire dei bambini, poiché da mesi ormai il terrore non faceva a distinzione, ma non ne avevano mai seguite le sofferenze momento per momento come accadeva loro dal mattino. Il dolore inflitto a quegli innocenti, va da sé, era sempre apparso loro per quel che era in realtà, cioè uno scandalo. Ma finora, in un certo senso, si scandalizzavano solo in maniera astratta, poiché non avevano mai guardato in faccia, così a lungo, l’agonia di un innocente.”

Perché il destino o il caso devono poter sottrarre la vita ad un’anima giovane ed innocente?

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