La Peste, Un libro tante scuole

“La Peste”. Commenti della Classe 4I Gruppo I- Liceo Scientifico “Galileo Ferraris” di Torino


A.R, B.F, B.S, B.A, B.S, B.E, C.M.V, C.P, D.M, G.C, G.M, G.F, G.G, M.G.


Una cosa che ti ha colpito

Siamo rimasti stupiti dalla capacità descrittiva di una situazione immaginaria che si è realizzata poi in futuro.

Inoltre, una cosa che ci ha colpito è la tenacia del protagonista, che convince molti cittadini a restare nella città lacerata dalla peste semplicemente grazie alla sua forza di volontà.

Nonostante la moglie sia malata, egli si dedica alla cura dei malati, come se non avesse nulla da perdere.

 

Un’altra cosa che ti ha colpito

Un’altra cosa che ci ha colpito è che piuttosto che soffermarsi sulla narrazione in sé, Camus indaga nell’animo dei personaggi e ne esalta le caratteristiche psicologiche e comportamentali.

Un altro aspetto fondamentale di questo libro è il messaggio che ci lascia: nonostante gli abitanti di Orano avessero cercato in tutti i modi di trovare una causa all’epidemia e di dare un senso alla situazione che stavano vivendo, si sono dovuti rendere conto che molte volte ciò che capita nella nostra vita non ha sempre una spiegazione o uno scopo, ma dobbiamo semplicemente accettarlo.

Questa storia ci porta a ragionare sulle piccole difficoltà della nostra vita e sui grandi problemi come quello che stiamo vivendo oggi.

 

 

 

Una frase del libro da conservare

Ve ne sono quattro:

“Quando scoppia una guerra, la gente dice “non durerà, è troppo stupida.” E non vi è dubbio che una guerra sia davvero troppo stupida, ma questo non le impedisce di durare.”

“In verità, tutto per loro diventava presente; bisogna dirlo, la peste aveva tolto a tutti la facoltà dell’ amore e anche dell’amicizia; l’amore infatti richiede un po’ di futuro e per noi non c’erano più che attimi.”

“Il bacillo della peste non muore né scompare mai. Forse verrebbe giorno in cui, sventura o insegnamento agli uomini, la peste avrebbe svegliato i suoi topi per mandarli a morire in una città felice.”

“Questa separazione brutale, senza appello, senza un avvenire prevedibile, ci lasciava sconcertati, incapaci di reagire di fronte al ricordo della presenza ancora così vicina e già così lontana che ora occupava le nostre giornate. In realtà soffrivamo due volte – della nostra sofferenza e poi di quella che immaginavamo negli assenti, figli, moglie o amante.”

 

Se questo libro fosse una canzone

Dovrebbe avere una base musicale malinconica.

Secondo noi, se questo libro fosse una canzone, potrebbe essere “Another Love” di Tom Odell, che racconta della sofferenza dovuta alla perdita di una persona cara, cosi come il protagonista vedrà pian piano morire le persone intorno a sé, dai suoi amici più stretti a sua moglie.

 

Se ti è piaciuto La Peste, leggi o guarda anche

“Anna” di Niccolò Ammanniti, poiché in questo libro, ambientato nel 2020, si affronta il tema della pandemia attraverso gli occhi di una ragazza che sopravvive a una malattia che non lascia scampo agli adulti. La sua speranza è di rifondare con i suoi coetanei una società in cui coesistere indipendentemente dalla presenza dei genitori.

Gruppo di lettura

A.R. , B.F. , B.S. , B.A. , B.S. , B.E. , C.M.V. , C.P. , D.M. , G.C. , G.M. , G.F. , G.G. , M.G.

Riflessione introduttiva sulla lettura dell’opera “La peste” che effettueremo individualmente come compito durante le vacanze estive.
Questo libro, sebbene sia ambientato in un paese africano nella prima metà del ‘900 può essere interpretato come una metafora della situazione attuale, perciò lo riteniamo una lettura significativa.
Il romanzo ha come protagonista un medico francese che, di fronte a un avvenimento anomalo quale la morte di centinaia di ratti, comprende come l’unico modo per tutelare i concittadini dalla peste sia mettere la stessa città di Orano in quarantena. La straordinarietà di questo romanzo è il suo parallelismo con la situazione attuale. Da un anno a questa parte vediamo morire improvvisamente i nostri cari. Allo stesso modo Rieux affronta la morte di colleghi e famigliari senza mai indugiare sul suo ruolo centrale di risolutore della tragica situazione.

 

 

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