La Peste, Un libro tante scuole

Eroismo o onestà?


Carlotta Suffia


Una cosa che ti ha colpito

Questo libro è talmente ricco di spunti di riflessione da rendere complicatissima la scelta di uno solo di essi che mi abbia colpito. Volendo comunque evidenziare una cosa  che mi ha attratto particolarmente spingendomi a proseguire nella lettura del romanzo, la mia scelta ricade su uno spezzone di dialogo intercorso tra il dottor Rieux, Tarrou e il giornalista Rambert presente all’incirca alla metà del romanzo, al termine della seconda parte del testo, alle pagine 189-190. In questo passo si assiste a uno scambio di vedute tra gli interlocutori circa il comportamento che ognuno deve adottare e il contributo individuale che ciascuno deve dare alla comunità in una situazione difficile e di grave emergenza come la peste. La posizione del giornalista è sicuramente una posizione passiva e oserei dire anche egoista; in effetti, è bene ricordare come in buona parte del romanzo, fatta eccezione per gli ultimi capitoli in cui ha deciso di collaborare con Rieux e gli altri volontari, egli si sia limitato a guardare gli altri battersi contro la peste come se il dramma non lo riguardasse e a perseguire il suo unico scopo ovvero quello di lasciarsi alle spalle la città di Orano e la tragica condizione scaturita dalla peste e ritornare a casa per ricongiungersi alla donna amata. Questa sua posizione è riassumibile in queste poche parole “...aspettiamo la liberazione generale, senza giocare agli eroi…“. Il giornalista, quindi, nonostante abbia riferito di avere combattuto nella guerra di Spagna, in questa specifica circostanza si è mostrato contrario ad ogni forma di eroismo avendo scoperto che l’eroismo uccide. Altrettanto meritevole di attenzione è sicuramente la replica di Rieux che mi trovo a condividere pienamente; il medico, infatti, si è trovato a sottolineare come l’unico modo di lottare contro la peste non sia dimostrarsi eroici ma essere onesti. Ciò che mi ha colpito ulteriormente è stata la risposta del medico alla domanda degli interlocutori su cosa intendesse per onestà. La replica del dottore circa la definizione di onestà è stata “non so cosa sia in generale ma nel mio caso so che consiste nel fare il mio lavoro“. In conclusione, ciò che trovo sia stato di maggiore insegnamento di questo passo è stata proprio questa ultima replica del medico che evidenza quanto personale sia il concetto di onestà; il dottore ha voluto far capire come non ci sia un modo universale di comportarsi in questa situazione ma che sia necessario che ognuno dia il proprio contributo secondo le proprie capacità che, nel suo caso specifico, coincidono nel mestiere di medico, in quello di Grand nel tenere resoconti e contabilità e così via per ogni singola persona in base alle proprie specifiche attitudini.

Una frase del libro da conservare

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Commento passo pagina 189 e 190

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