La Peste, Un libro tante scuole

Commento p. 29-35 di La Peste


Rizzo 4AL, Liceo Cornaro


Una cosa che ti ha colpito

Mi ha colpito il modo in cui Camus ha trattato il valore che acquista l’amore ad Orano ed in qualsiasi altra città moderna, dicendo: “Gli uomini e le donne si divorano in fretta nel cosiddetto atto d’amore oppure si impegnano in una lunga abitudine a due. Fra tali estremi, spesso non c’è via di mezzo. A Orano come altrove, in mancanza di tempo e di riflessione, si è costretti ad amarsi senza saperlo.”

Una frase del libro da conservare

“Quel che occorreva sottolineare era l’aspetto insignificante della città e della vita.”

Le prime cinque pagine del libro possono sembrare inutilmente lunghe e dettagliate nella descrizione di Orano e dei suoi cittadini, che possono semplicemente essere indicati come abitanti abitudinari di un luogo comunissimo. La lunga impostazione della scena, però, ci dà il senso di vita ripetitiva e ordinata che caratterizza il luogo; riusciamo quasi a vedere i cittadini che corrono avanti e indietro in file ordinate e quasi militari come formiche o come  statuette in una scena governata da un meccanismo di orologeria complicata e precisa. Infatti, l’autore vuole imprimere nella nostra mente il fatto che Orano sia l’ordinario stesso per farci capire l’effetto che subirà la città quando viene travolta dall’evento straordinario di cui farà cronaca il narratore.

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