La Peste, Un libro tante scuole

Come un déjà-vu


Giulia Tateo


Una cosa che ti ha colpito

Mi hanno indotto molto a pensare i passi dove la tragedia della peste viene associata ad una sfera di astrazione, o anche di irrealtà. Una sofferenza come quella innescata dal flagello, si addentra nelle case degli uomini improvvisamente, senza alcun preavviso. E tale tempestività che rompe drasticamente gli stili di vita delle vittime, non dà loro tempo di metabolizzare. Per cui non riescono a credere ai loro occhi, e per qualcuno è tutto talmente assurdo da crederlo una presa in giro. La peste è come un poliziotto maligno, che con il suo mandato irrompe nelle case e rende gli uomini prigionieri. Come gran parte delle situazioni che prendono vita dalle descrizioni di Camus, così questo non si sottrae da una fortissima sintonia con le reazioni di molti di noi. Anche nel nostro caso il Covid-19 ha invaso le nostre case di punto in bianco e, per lo meno io, trovavo così assurda questa repentina novità che inizialmente tentavo di illudermi che tutto ciò non fosse reale, ma che – come si suol dire – che “stessi solo facendo un brutto sogno”.

Quest’incubo però, ha ripercussioni sulla realtà tutt’altro che astratte.

Una frase del libro da conservare

Non bisogna tentare di spiegarsi lo spettacolo della peste, ma cercar d’imparare quello che si può impararne.

Mi hanno indotto molto a pensare i passi dove la tragedia della peste viene associata ad una sfera di astrazione, o anche di irrealtà. Una sofferenza come quella innescata dal flagello, si addentra nelle case degli uomini improvvisamente, senza alcun preavviso.

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