La Peste, Un libro tante scuole

Leggendo “La Peste”


Vincenzo Iozzia


Una cosa che ti ha colpito

Leggendo “La Peste”, sono rimasto parecchio colpito dal personaggio di Rambert e, più in particolare, dall’evoluzione del suo personaggio. Inizialmente Rambert si mostra infatti come una persona completamente distante dai problemi di Orano e dei suoi cittadini e di conseguenza, allo scoppio della peste, cerca in ogni modo di scappare dalla città. Dapprima cerca di far leva sul fatto di essere uno straniero e di essere lì per caso, affermando quindi di non meritarsi di essere costretto a rimanere lì e di avere diritto ad andarsene nonostante tutto. Vedendo che la strada della compassione e dell’onestà è sbarrata, decide di cercare di scappare da Orano in altri modi, non più legali. Proprio prima di scappare dalla città però, decide di rimanere perché, dopo tutto il tempo passato a cercare di scappare e a parlare con il dottore e altri cittadini, si sente finalmente parte della città. Tutto questo rappresenta la presa di consapevolezza delle persone di fronte a un’epidemia, esattamente com’è avvenuto per tutti noi.

Una frase del libro da conservare

“Dottore” disse Rambert, “non vado via, e voglio rimanere con voi.”
“Ho sempre pensato di essere uno straniero in questa città, e di non avere niente a che fare con voi. Ma adesso che ho visto quel che ho visto, so che appartengo a questo posto, che lo voglia o no. È una vicenda che ci riguarda tutti.”

Leggendo “La Peste”, sono rimasto parecchio colpito dal personaggio di Rambert e, più in particolare, dall’evoluzione del suo personaggio. Inizialmente Rambert si mostra infatti come una persona completamente distante dai problemi di Orano e dei suoi cittadini e di conseguenza, allo scoppio della peste, cerca in ogni modo di scappare dalla città

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