La Peste, Un libro tante scuole

Peste e Covid: un confronto per riflettere


alessia Landi, Aurora Quarticelli e Martina Tirrito - IVBssas


“La peste” è un romanzo scritto da Albert Camus nel 1947. 

In un contesto così tranquillo, quello della cittadina di Orano, si diffonde un male, la peste. 

Gli abitanti del luogo inizialmente non riescono ad accettare la situazione ma, quando i morti iniziano a crescere, tutti capiscono la vera gravità dell’epidemia. 

Questo romanzo mi è piaciuto molto, perché secondo me, non ha come scopo principale di raccontare solo l’aspetto negativo della società colpita dalla peste ma, anzi, diventa uno strumento per farci capire che, in una situazione di emergenza come quella descritta, bisognerebbe dare il meglio di sé per aiutare gli altri e per provare, in questo caso, a guarire dal contagio. Un po’ come è successo a noi in questi due anni, sommersi da questa nuova epidemia globale, il Coronavirus. 

Infatti, una connessione che mi viene da fare tra ciò che narra il romanzo e la nostra attualità, è la presa coscienza del male e il cercare di fare di tutto per combatterlo. Quindi, il collegamento più ovvio da fare su questo tema è quello con i medici e tutto il personale sanitario ( ma non solo) che ogni giorni offrono, ancora adesso, il loro servizio per le persone malate.

Alessia

 

Il libro “La peste” di Camus tratta diversi temi attuali: ad esempio, nel libro si parla di coloro che si sono dovuti separare dalla persona che amano per colpa dell’epidemia di peste, e lo stesso abbiamo vissuto tutti noi oggi, a causa del coronavirus: molti hanno dovuto rinunciare a vedere il proprio fidanzato o la propria fidanzata, ad esempio, visto che eravamo bloccati in casa. 

Un altro punto comunque è il fatto che, nel libro, non tutte le persone hanno accettato il fatto che la situazione dell’epidemia era grave, e lo stesso sta succedendo ora: ad esempio, molte persone, ancora oggi, sono convinte che il virus non sia pericoloso come sembra. 

Poi, nel romanzo si tratta il tema della carenza dei prodotti e dell’aumento dei prezzi: ad Orano ci sono gli speculatori, che agiscono sul mercato nero in modo da trarre profitto più alto dai prodotti più difficili da trovare: anche a noi abbiamo vissuto la difficoltà di trovare alcuni prodotti che, essendo diventati improvvisamente fondamentali per difendersi da virus, sono diventati difficili da reperire. E’ il caso, ad esempio, a inizio lockdown, di disinfettanti e mascherine, il cui costo aveva raggiunto livelli esorbitanti. 

E infine, anche ad Orano ci sono quelli che si rendono conto davvero che c’è il virus e fanno di tutto per accettare la cosa e combatterlo: e sono i medici, che offrono il loro aiuto con tamponi, cure mediche ed i vaccini, ma soprattutto con il loro impegno e sacrificio.

Aurora

 

Questo libro tratta un tema centrale che apre la strada a varie riflessioni, ovvero l’epidemia, che, ad Orano, ha causato vari problemi nella società. Molti si sono dovuti allontanare dalle persone che amavano, alcuni hanno perso il lavoro, altri si sono ritrovati in gravi condizioni economiche a causa delle conseguenze portate da questa malattia. Leggere questo romanzo mi ha riportato indietro a due anni fa, quando un virus ha colpito il nostro Paese e non solo: sono stati mesi duri e difficili per tutti noi e possiamo paragonarli al racconto di quelli vissuti dai cittadini di Orano in questo libro. Non sono situazioni facili da affrontare, anche se per alcune persone il coronavirus non sembra stato niente di che, una semplice influenza… Il libro mi è piaciuto molto perchè ho trovato molte somiglianze con quello che abbiamo affrontato noi, ho colto tanti aspetti che può causare una pandemia e che tutti noi dovremmo capire per non prendere nulla di ciò che ci è accaduto, e ci sta ancora accadendo, come un gioco.

Martina

 

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