“L’unica battaglia che ci dovrebbe vedere protagonisti è quella per la salvezza del pianeta.”
Esordisce così Federico Faloppa, docente di linguistica, durante la conferenza condotta da Vera Gheno per parlare del suo nuovo saggio esordiente “Disarmare il discorso” edito da Effequ.
Faloppa denuncia la normalizzazione delle manipolazioni linguistiche, facenti ormai parte del linguaggio odierno, in una società dove le voci fuori dal coro vengono brutalmente messe a tacere. Infatti la parole pacifista e tregua, termini linguistici internazionali, hanno assunto ad oggi un significato dispregiativo; Faloppa spiega il vero significato di queste parole e ritiene che ci sia bisogno di un impegno concreto per raggiungere la pace, partendo dalle disuguaglianze. Si sofferma sul fatto che dobbiamo distaccarci collettivamente dalla prospettiva privilegiata per salvare la visione etica del nostro stare assieme.
Il linguista descrive un’altra potente forza di resistenza: il linguaggio poetico, quello che resta e apre a nuove prospettive. Proprio per questo inizia il suo saggio con una poesia del poeta palestinese Haider al-Ghazali.
Con il suo discorso Faloppa ci ha fatto capire che non è una questione di schieramenti o di prese di posizione, ma semplicemente di umanità.