Questa mattina, al Salone Internazionale del Libro di Torino, l’Arena Piemonte accoglie Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez, vincitrice, con il racconto Mille e una luna, della quindicesima edizione del concorso letterario nazionale Lingua Madre; con lei dialogano Daniela Finocchi, ideatrice del concorso, e Ilaria Leccardi, giornalista e fondatrice della casa editrice Capovolte.
Yennifer presenta il suo primo romanzo Occhi foresta edito proprio da Capovolte. L’autrice, che dedica la sua opera a tutte le donne migranti, sottolinea che il libro ha l’obiettivo di far conoscere a tutti ed esaltare la potenza della memoria pre-coloniale peruviana. Yennifer vuole anche far rivivere, attraverso i ricordi della nonna Adela, le politiche coloniali e le violenze culturali subite dal suo Paese. In Perù, ancora oggi si vive una realtà dove la cultura indigena continua o a essere strumentalizzata a fini economici o più semplicemente, e tristemente, considerata inutile.
Yennifer riflette anche su come le politiche coloniali abbiano tentato e continuino a provare a cancellare il rapporto tra natura e cultura, fortemente sentito dalla popolazione peruviana. L’autrice ricorda l’importanza del legame che si instaura tra le persone e gli elementi naturali, come le montagne: realtà con una propria funzionalità e una predisposizione a essere entità positive o negative. Cita anche la credenza nei duendes: creature fantastiche anch’esse dalla duplice natura.
Infine, ritorna più volte sull’importanza che ha il rituale della huaquería: pratica di recupero di manufatti all’interno delle tombe appartenenti agli antichi abitanti del Perù.
Nonostante il governo voglia che questi beni culturali siano esposti nelle sedi museali per garantirne una corretta valorizzazione e conservazione, Yennifer sottolinea l’importanza che questi stessi oggetti hanno per il popolo peruviano in quanto custodi della memoria dei loro antenati e anche del loro spirito.