18 ottobre 2021, Cronache, Salone del libro 2021

Monster: una storia contro il pregiudizio


Roberta De Gioanni, tutor, ex Alfieri


In Sala Bronzo si è respirata per un’ora l’aria della scrittura di quello che è stato un grande autore: Walter Dean Myers. Grazie all’incontro con Domitilla Pirro, pennivendola di professione, le parole di Monster sono tornate in vita attraverso profonde riflessioni e grazie alle letture da parte dei ragazzi e delle ragazze della Scuola di Doppiaggio O.D.S.

 

Monster parla di un giovane ragazzo, di una rapina, ma soprattutto di pregiudizi. Steve è un ragazzo di sedici anni che si ritrova ad essere accusato di omicidio e decide di raccontare il suo processo come se fosse un film, una scena dopo l’altra. Il romanzo per giovani-adulti, o come piace definire a Pirro “anche per quegli adulti che dentro si sentono ancora giovani”, è appunto sperimentale: alcune parti si sviluppano come una vera e propria sceneggiatura. Il focus del libro è la faccenda identitaria di Steve che sfocia in un’immagine dell’adolescenza come prigione. Proprio in questo periodo della vita il ragazzo si trova ad affrontare una questione molto più grande di lui e noi non sappiamo se fidarci della sua voce. Dall’autore, infatti, viene usata una raffinata tecnica narrativa, quella del narratore inattendibile. Il lettore, andando avanti con la storia, inizierà ad empatizzare con Steve, nonostante egli venga definito come un mostro. A questo punto ci si chiede se veramente sia colpevole o soltanto vittima di pregiudizi, che perseguitano la vita di un ragazzo nero. Domitilla Pirro fa notare come Monster sia una storia che diverte, nel senso che fa girare la testa dall’altra parte e  porre di continuo delle domande.

 

Sicuramente Steve ha tanto da insegnarci: gli errori sono esperimenti, si sbaglia, ma si deve cercare sempre di imparare qualcosa. Gli errori, piccoli o grandi che siano, sono solo una parte della nostra vita e questo Steve sembra capirlo.

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