16 ottobre 2021, Cronache, Salone del libro 2021

Le memorie del futuro: musei e ricerca. Un libro di Christillin e Greco


Ilaria Boules e Alessandra Troiano - Liceo Alfieri di Torino


“I musei sono spesso percepiti come entità statiche, nascoste nei magazzini o intrappolate all’interno di vetrine chiuse. In realtà generano nel tempo una complessa rete di relazioni e una forte influenza sulla società civile. Speranza e ricordo sono alla base del concetto stesso di museo”: queste le parole citate ne “Le Memorie del Futuro”, edito da Einaudi di Evelina Christillin e Christian Greco. I due autori, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Museo Egizio nato del 1824, hanno avuto un dialogo con l’archeologo Massimo Osanna, si sono posti come obiettivo quello di trasmettere la memoria per metterla in relazione alla nostra società partendo da Alessandria d’Egitto, luogo di culto delle muse che presiedono le arti e in cui esisteva un’istituzione nota come museion. Nel corso del libro si arriva cronologicamente al collezionismo romano d’età tardo-repubblicana e al Medioevo. 

Si apre così una biografia degli oggetti, una constatazione della pluralità delle loro vite, che possono donare visioni poliedriche. Se da una parte,il lavoro del curatore diventa quello di conservare queste storie racchiuse in modo intrinseco nell’oggetto e far sì che non si disperdano nel tempo, dall’altra il manufatto deve essere tutelato e valorizzato grazie a un miglior impiego di fondi

Evelina Christillin racconta del processo di creazione di questo libro, nato durante le numerose chiusure del museo causa Covid

Sentendo la necessità di rivoluzionare l’antico metodo classico e in assenza di uno staff scientifico hanno optato per giovani ricercatori, digitalizzando ed esportando mostre in ogni continente. Il loro lavoro ha avuto un impatto talmente profondo, da portare Evelina a definire sé stessa e Greco “il braccio e la mente” di questa innovazione. 

Un altro importante tema trattato nel saggio è quello oggi molto discusso della cancel culture, del quale Christillin  porta come esempio il Columbus Day, evento che, se decontestualizzato, genera disinformazione e smarrimento della prospettiva storica nella della sua interpretazione. Il presidente Biden ha infatti deciso di sanare le polemiche intorno a questa ricorrenza attribuendogli un duplice significato: un giorno dedicato sia al ricordo dei nativi americani sia allo sbarco dell’esploratore Colombo nelle Americhe. La Christillin si fa portatrice di un atteggiamento più inclusivo, il cui obiettivo è una spiegazione storica e semantica delle opere d’arte al posto di una semplice cancellazione. 

Il tema della memoria è ampiamente trattato nel libro e nella conferenza stessa, in particolar modo da Greco, a cui sta molto a cuore il ruolo del museo come luogo di conservazione di ricordi e non di storia. Bisogna distaccarsi dall’uso a scopo di lucro del patrimonio iconografico, investendo invece in una nuova modalità di comunicazione. Questi luoghi devono essere luoghi d’incontro e condivisione, trasformando le sale in aule didattiche riflettendo su un nuovo rapporto tra museo e fruitore. 

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