Cronache, Festa del Libro Ebraico 2022

La nuova edizione delle “Storie naturali di Primo Levi”


Marta Crivellini e Martina Anna Fricchione


Ad animare il giardino del MEIS (Museo Nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah) domenica 18 settembre 2022 alle 16:30 è stata la presentazione della nuova edizione Einaudi delle Storie naturali di Primo Levi. A curare l’evento sono stati i due docenti universitari e collaboratori scientifici del Centro Internazionale di Studi Primo Levi, Domenico Scarpa e Martina Mengoni, accompagnati  da Fabio Levi, presidente del Centro Internazionale di Studi Primo Levi e Marco Malvaldi, scrittore, chimico e studioso di Primo Levi.

I relatori hanno dato inizio all’incontro sottolineando l’importanza fondamentale di porre in evidenza questa nuova edizione del libro Storie naturali che, dopo ventinove lunghi anni, torna in commercio. Dopo la prima pubblicazione, avvenuta per Einaudi nel 1966, con lo pseudonimo di Damiano Malbaila e l’ultima, risalente al lontano 1993, segue una totale assenza del libro dalla scena letteraria; oggi finalmente, quasi tre decenni dopo, la raccolta di racconti di Primo Levi torna in circolazione per rivelarci quanto sia cambiato il punto di vista su questo autore.

Primo Levi,  colui che afferma che “il mondo cambia e noi persone cambiamo”, segnato dall’approccio con la chimica, scienza della continua trasformazione, da lui tanto amata, che lo porta ad un profondo interesse verso il mutamento, è lo scrittore del cambiamento, colui che ne parla con sincerità e vanta la capacità di saperlo accettare. È lo scrittore che, proprio nel periodo in cui parlare della Shoah e di altri delicati argomenti è considerato un “oltraggio al pudore”, come afferma Fabio Levi, resta fedele a se stesso, rifiutando la timidezza imposta nei confronti della scrittura e dimostrando di poter essere contemporaneamente testimone delle atrocità dei Lager e scrittore di storie fantastiche come quelle narrate nei racconti delle Storie naturali.

Martina Mengoni ha preso poi la parola per cimentarsi in una vera e propria presentazione dei temi trattati nei quindici racconti che costituiscono la raccolta. Sono personaggi e situazioni bizzarre quelle che vivono le pagine del libro, centauri che impazziscono d’amore per una ragazza, venditori porta a porta di “elettrodomestici da maschi” senza un’immediata utilità, ma anche atmosfere austriache e tedesche più cupe, in cui si attenua il carattere ironico,  che contribuiscono a conferire ai racconti una natura non solo comico-satirica, ma anche etico-filosofica.

Ricco di molte anime, il libro offre la testimonianza diretta di come Primo Levi riesca sempre, dopo la continua ricerca di parole giuste, arrivando addirittura ad inventarsene di nuove, a trovare il linguaggio corretto per argomentare qualsiasi questione, utilizzando la tipica chiave ironica e umoristica della sua opera. Ne deriva inevitabilmente un’attenta riflessione sul proprio io attraverso il gioco con ciò che è e non è: esattamente come il messaggio che si nasconde dietro il titolo Storie naturali. Un titolo che, come ha raccontato il docente Domenico Scarpa, vuole lasciare intendere sia il significato letterale legato alle parole che lo costituiscono sia tutto il contrario, poiché ciò che si racconta è tutt’altro che naturale.

Attraverso le quindici storie assolutamente strambe e surreali, il lettore ha facilmente la possibilità di scoprire quanto Primo Levi fosse un uomo affascinato dal come e non dal perché delle cose, l’uomo che, attraverso la costante domanda del “come funziona?” si impegna a dare un senso chiaro a ciò che scrive. Eppure, nonostante questo suo desiderio di continua conoscenza e di ricerca oltre la superficie apparente delle cose, è lui stesso ad affermare che “succederanno in continuazione cose che non potrai capire, ma che potrai sopportare”.

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