Cronache, Domenica 17 maggio 2026, Salone del Libro 2026

La bruttezza distrugge il mondo


Luca Catapano

Liceo Classico Vittorio Alfieri - Torino

Molte volte l’arte può segnarci, e per Nicola Piovani, vincitore dell’oscar per la musica e autore di Volano le canzoni (edito da La nave di Teseo), questa può “modificarci profondamente”.

Il libro non segue un filo conduttore, ma “saltabecca, vola” come specifica Piovani, perché riprende il programma di Radiotre La canzone è pericolosa: è quindi alla pari di una chiacchierata. Questa è la vera ricchezza del libro che può spaziare temi diversi in un linguaggio colloquiale, riprendendo alla perfezione l’intento dell’opera originale.

L’autore confessa di essere sempre stato un appassionato ascoltatore della stazione radiofonica sin da bambino. Grazie a questa si è interessato prima alla musica “leggera”, con le canzoni di Sanremo che cantava la madre, e poi a quella “impegnata” di autori classici come Schubert e Prokofiev.

Nel primo capitolo parla dell’eros e di come l’arte, e in modo particolare la musica possa animare le persone. Nessuno può fuggire dalla musica nella propria vita, tanto che la canzone diventa “necessaria” e propria di tutti. Questa muove gli animi e quasi si “insegnano” i sentimenti e le emozioni alle persone.

È, però, un’arma a doppio taglio: il rischio più grande si corre con la nostalgia, meccanismo umano che tende ad associare una melodia a un ricordo felice ma passato. Non bisogna ancorarsi alla bellezza di una memoria sfiorita, ma restare al passo con il mondo e cercare di riproporre quella gioia nel presente. 

Oggi, con l’avvento della musica discografica, assistiamo a una semplificazione estrema delle canzoni: l’attualità rimane uno sfondo e non motivo di vendita della musica. E ciò non si limita all’arte. Lo scrittore dubita che la celebre frase “La bellezza salverà il mondo” sia oggettivamente vera; al contrario sostiene che “La bruttezza lo distrugge” e che in tutti gli ambiti della vita sia verificata. 

Partendo dal tema di quest’anno del salone, lascia un’ultima suggestione ai giovani: “La perdita dell’ascolto è l’aspetto più preoccupante delle nuove generazioni, che devono avere alla base fondamenta forti per costruire il futuro”.

 

 

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