“Sopravvissuti alla selezione naturale”, con queste parole Arianna Porcelli Safonov ha descritto il pubblico presente, in quanto “sopravvissuti” allo spostamento del luogo dell’incontro, tenutosi presso una stanza isolata della Pinacoteca Agnelli a causa del maltempo. Però è proprio da questo imprevisto che nasce il titolo del nostro articolo, suggerito dall’autrice stessa durante l’intervista.
Questo incipit, accompagnato da battute e sorrisi, ci ha permesso di inquadrare subito la donna che avevamo di fronte: pragmatica, ironica e schietta. Oggi, 14 maggio 2026, la nostra ospite era al Salone per presentare “Nostalgia dei Dinosauri”, il suo ultimo e primo libro “non da gabinetto”, come l’autrice stessa definisce umilmente le sue due precedenti pubblicazioni.
Se pensate che questo libro parli di dinosauri, vi sbagliate di grosso. La grande protagonista è la società contemporanea, esposta attraverso racconti in tutte le sue contraddizioni. Come riflesso di questa realtà, l’autrice, attraverso la lettura, ci ha offerto un assaggio di un libro in cui ad essere presa di mira è l’arte contemporanea che contraddice il significato stesso di arte, risultando incomprensibile ai nostri occhi; così anche la moda o la cultura, che ci attirano per poi respingerci facendoci sentire frustrati e impreparati rispetto all’esclusività del conoscere. Arianna Porcelli Safonov esprime questo disagio attraverso racconti, sogni tragicomici fatti ad occhi aperti; uno di questi vede l’autrice a casa di appassionati di cinema e letteratura classica, che si intrattengono con giochi volti ad ostentare la loro superiorità culturale. Per sfuggire a questa umiliante serata, l’autrice apre il gas uccidendo tutti gli abitanti del palazzo. Solo dopo si ricorda di far parte di una comunità nella quale è necessario cercare di convivere. Infatti è essenziale evitare di chiudersi nella propria individualità, come evidenziato dalla scrittrice nella sua critica all’homeschooling, la scuola parentale. Per lei la scuola rappresenta per i ragazzi ciò che il lavoro fa per gli adulti, ossia la possibilità di salvarsi dalla vita privata.
L’autrice individua nella società nemici spesso difficili da riconoscere e condannare in quanto invidiabili e desiderabili e con questo libro si prende la rivincita di ricordare a questi “fighissimi” che alla fine moriremo tutti, proprio come i dinosauri.