18 ottobre 2021, Cronache, Salone del libro 2021

I racconti che danno voce alle donne


Gloria Anzioso, Nicole Tramontano


“Noi conosciamo noi stessi solo attraverso gli altri” è questa la frase con cui Nicola Lagioia, il direttore del Salone Internazionale del Libro, nell’arena Piemonte, apre la premiazione del concorso Lingua Madre. 

La sua presentazione ci parla del racconto: la forma più sofisticata che siamo riusciti ad inventare, ed è quello che ci distingue dagli animali. Chi discrimina la letteratura commette un crimine antropologico anche contro  se stesso. Noi dobbiamo imparare a saper ascoltare questi racconti, perché altrimenti non saremmo in grado di conoscere noi stessi. Sono infatti le somiglianze, ma ancor più le differenze con le altre persone, a provocare un arricchimento culturale. 

Insieme a Nicola Lagioia, sono presenti anche Giulio Biino, presidente del Circolo dei Lettori, e Daniela Finocchi, responsabile del concorso letterario Lingua Madre, progetto del Piemonte nato nel 2005 nato per dare voce alle donne straniere e italiane, attraverso i racconti e la fotografia. 

Si ha oggi la premiazione della XVI edizione del concorso, e viene lanciata la XVII; durante l’anno si terranno incontri e seminari che vedranno partecipi le donne vincitrici di questi premi e tutte quelle che vi hanno partecipato. 

Sono più di diecimila le donne che sono state coinvolte, e le sedici antologie che sono state redatte sono divenute parte del patrimonio piemontese. L’obiettivo principale di tutte queste scrittrici è raccontare la migrazione.

Le premiazioni iniziano con Manijeh Moshtagh Khorasani, vincitrice del Premio Speciale Fondazione Sandretto Re Rebaudengo con la fotografia La donna e il campanile. Il concorso le ha dato “l’opportunità di guardare e scoprire altre passioni oltre alla scrittura”, una delle innumerevoli affermazioni piene di emozione con cui le donne si riferiscono al progetto.

Seguono poi Elizabeta Miteva con il racconto La felicità è casa, vincitrice del Premio Speciale Slow Food Terra Madre, Rajae El Jamaoui con il racconto Aspettando la primavera, vincitrice del Premio Speciale Torino Film Festival, Vera Lúcia de Oliveira con il racconto La lettera, vincitrice del Premio Speciale Giuria Popolare, e Lorena Carbonara con il racconto Ferma zitella, vincitrice del Premio Sezione Speciale Donne Italiane.

Le ultime premiazioni annunciate sono per le vincitrici che si collocano sul podio: la terza classificata è Noreen Nasir, di soli diciannove anni, con il racconto Questo è il tuo compito e posto; la seconda classificata è Lala Hu con il racconto In cerca di una Heimat. Nella posizione di prima classificata si colloca infine Natalia Marraffini con il racconto La straniera segreta. Il suo intervento è sicuramente uno dei più toccanti: “Chi sono io?” si chiede l’autrice. “Perché non ho mai saputo quale fosse la mia lingua madre, ma qui, la mia lingua madre, non conta. Chiedersi chi sono io infatti fa parte del mio essere umana”. La lingua madre, come ci spiega Natalia, è la lingua di qualsiasi essere umano che capisce quali siano le proprie passioni. Ed è la passione di queste donne ciò che davvero davvero deve essere premiate. 

 

Gloria Anzioso, Nicole Tramontano – Liceo Alfieri di Torino

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