Cronache, Salone del Libro 2022

Gemma Calabresi e l’importanza del perdono


Roberta De Gioanni, tutor, ex Alfieri


Un lungo applauso pieno di affetto ha accolto in sala 500 Gemma Calabresi, moglie del commissario Luigi Calabresi. Nel suo nuovo libro La crepa e la luce, edito Mondadori, Gemma racconta il lungo e tortuoso percorso dopo la morte di suo marito. Sceglie di partire da una data, il 31 dicembre 1967, il primo incontro con il suo futuro marito Calabresi. Da lì a poco il matrimonio tra i due e i primi due figli, una serena vita famigliare scandita da sempre più oppressive regole da seguire rigorosamente tutti i giorni. Luigi infatti ogni mattina le ricordava di controllare che nessuno stesse fermo sotto casa loro, di fare attenzione a non essere seguita, di non dire a nessuno il lavoro di suo marito e tantomeno rivelare il suo cognome.

Anche quel 17 maggio 1972, Luigi aveva ripetuto le rigide regole alla moglie prima di uscire di casa e andare a lavoro. Quel giorno indossava una cravatta colorata, stava per uscire, ma poi decise di cambiarla per metterne una bianca per sottolineare la sua purezza. “Questo è il simbolo della mia purezza” sono le ultime parole che Gemma avrebbe sentito uscire dalla bocca di Luigi, non solo quel giorno, ma per sempre. Poi gli spari e la notizia. Gemma aveva capito e le conferme non tardano ad arrivare: Luigi Calabresi è stato ucciso.

Gemma, con parole piene di emozione, racconta di aver trovato la Fede dopo la morte di Gigi, come veniva chiamato da lei , e come proprio nel credere in Dio, sia riuscita a trovare il coraggio di andare avanti. Dopo anni di rancore, Gemma capisce che l’odio non può portare da nessuna parte; partecipa insieme ai figli come parte civile ai processi e insegna loro a non odiare, a essere gentili e a non negare il buongiorno nemmeno ai responsabili della morte del loro amato padre. Il perdono diventa una costante della vita di Gemma e della sua famiglia, perché l’amore, anche in questi casi e dunque sempre nella vita vince sull’odio, con l’amore si va avanti e come ama più volte ribadire durante l’incontro “La memoria ha le gambe” la vita va avanti, sempre con il caro ricordo dell’amato marito, Luigi Calabresi.

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