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Funamboli del web: il grooming online


Gloria Anzioso, Liceo V.Alfieri


Durante la conferenza tenutasi il 22 maggio al Salone del libro 2022, diretta da Serena Bortone, è stata presentata la quarta edizione del contest “La realtà che non esiste” : si tratta di un progetto che ha come obiettivo quello di avvicinare gli autori ai nuovi media e valorizzarne le potenzialità, ma anche di mettere in luce gli aspetti più oscuri dei social network, come il revenge porn, affrontato nella terza edizione, e il grooming, ossia l’adescamento online, protagonista dell’ultimo contest.
Lo scopo è quello di raggiungere il pubblico in modi diversi” afferma Carlo Rodomonti, responsabile marketing in diretta da Venezia, “senza la sala il cinema come lo intendiamo non esisterebbe più, ma grazie alle innovazioni possiamo fare in modo che tutti abbiano un contatto con la produzione di contenuti cinematografici”. Come ricorda l’attrice Claudia Gerini, infatti, il web è ormai parte dello sviluppo sociale delle nuove generazioni, ed è quindi necessario che sia la figura del genitore a mediare questo rapporto, mettendo in evidenza i pericoli davanti ai quali i ragazzi possono trovarsi.
Prima di parlare del cortometraggio vincitore, è necessario innanzitutto definire che cosa si intende con grooming: si tratta di persone adulte che, fingendosi adolescenti, intrattengono delle conversazioni con minorenni, portando a spiacevoli conseguenze.
La pellicola vincitrice dell’ultimo contest è stato diretto da Nicola Conversa, ed è intitolato “La bambola di pezza” : l’ambiente virtuale ci porta, nei momenti di sconforto, a legarci a persone che hanno la capacità di “ricucirci” come se fossimo bambole di pezza, senza considerare la possibilità che queste vogliano danneggiarci.
Il grooming si basa sulla creazione di un rapporto di fiducia, che porta i ragazzini a sviluppare un vero e proprio attaccamento romantico, senza sapere realmente chi si nasconde dall’altra parte dello schermo.
Le nuove tecnologie sono una grande risorsa, che può aiutare i ragazzi a interfacciarsi con il mondo, ma è necessario comprenderne i rischi per tirare fuori il meglio da queste.

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