Portici di Carta 2026, Torino Liceo Classico Vittorio Alfieri

Donne e madri contro lingua e cultura


Marta Gagliardi e Irene Messina

Liceo Classico Alfieri - Torino

Donne straniere, differenze culturali e linguistiche,difficoltà di integrazione: questi sono alcuni dei temi attorno ai quali ruota l’incontro tenuto dall’intervistatrice Daniela Finocchi e le scrittrici Aurora Leode Fadonougbo e Brenda Soledad Carmona.
Entrambe sono state vincitrice della ventunesima edizione di “Lingua Madre”, un concorso dedicato alle donne straniere che desiderano mettersi in relazione e dialogare con la cultura italiana, tramite la scrittura e la fotografia. Dal 2023 il sito è diventato una testata giornalistica e un progetto editoriale che include rubriche, articoli, serie-video e podcast.

Aurora Leode Fadonougbo è scrittrice editor e ricercatrice, originaria del Benin, ma da anni residente in Italia. Il suo libro “Lingua madre” è un testo che affronta il tema della differenza linguistica in un racconto di fiction, che mantiene autenticità nonostante non sia un racconto autobiografico. “Il potere della narrazione è il poter raccontare delle storie senza averle vissute”. Il racconto parla di una ragazza che, dopo anni vissuti in Giappone, torna a casa a Milano perché il padre non parla più l’italiano, ma una lingua nativa. L’oralità di questa lingua la rende inaccessibile, scatenando nella protagonista un sentimento di rabbia che nasconde tristezza, dolore e senso di inadeguatezza. Dunque è una rabbia costruttiva ma con un senso di inquietudine alla base.
Non è una storia prettamente autobiografica, ma presenta alcuni tratti che rispecchiano la vita dell’autrice, ad esempio il fatto che lei sia vissuta in Giappone sentendo la mancanza della lingua nativa del padre.

Brenda Soledad Carmona è un’altra delle vincitrici del concorso con il libro “Madre in terra straniera”. Lei è di origine argentina, dove ha avuto la prima figlia, mentre adesso è residente ad asti e studia al CPIA (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti).
Il suo libro tratta una vicenda autobiografica, relativa al suo secondo parto avvenuto in Italia, con l’intento di raccontare l’esperienza di donna e di madre in un Paese straniero. Infatti sono molte le differenze che Carmona ha riscontrato tra l’Italia e l’Argentina: in primo luogo la lingua, che è stata un grande ostacolo per l’autrice, soprattutto durante le visite mediche, e in secondo luogo l’attenzione medica verso le madri.
In Argentina, anche dopo il parto, vengono rivolte attenzioni sia al figlio che alla madre, offrendole una rete di supporto. Invece in Italia Carmona ha sentito molto amore per i bambini ma un pò di trascuratezza nei confronti delle madri, specialmente quelle straniere. L’autrice infatti racconta di essersi sentita molto sola e di aver affrontato un momento difficile dopo il secondo parto.

L’intervistatrice, alla fine, ha menzionato anche Julia Derbule, che sarebbe dovuta esserci all’incontro ma purtroppo, per problemi di salute, non è riuscita a partecipare. Anche lei è di origine argentina e ha curato una sezione fotografica intitolata “Cuore diviso”, che ritrae una persona seduta sul muretto di un lungomare che guarda una barca a vela sotto un cielo coperto di nuvole grigiastre. Tra le nuvole però, si scorge uno squarcio azzurro di cielo, che rappresenta la divisione tra la sicurezza del presente e l’incertezza del futuro.

Queste sono solo tre delle 10.000 donne che hanno partecipato al concorso e di quelle che ogni giorno cercano di esprimere la difficoltà di essere donna e soprattutto straniera.

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