Quante volte diamo del “cretino” a qualcuno avendo la presunzione di non esserlo?
In occasione del centenario della nascita di Carlo Fruttero, Alessandro Piperno, Carlotta Fruttero e Michele Serra sono intervenuti oggi, 14 maggio 2026, al Salone del Libro di Torino per esporre e ricordare i romanzi di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, accompagnati dalle letture di Angela Finocchiaro.
Fruttero e Lucentini si sono ampiamente dedicati all’osservazione attenta della società, giungendo alla conclusione che, spesso, questa sia popolata da una massa di “cretini” che non si rende conto di esserlo. La loro riflessione – a tratti feroce e spietata – era in realtà guidata da una profonda ironia con cui, “come uno specchio e non come un’arma”, analizzavano la realtà. Nonostante le loro affermazioni taglienti, indubbiamente lontane dalla nostra sensibilità, il lettore era portato a capire l’importanza del “cavarsela con una risata”, senza soffermarsi su ciò che viene detto alla lettera. Il professor Piperno ha sottolineato la difficoltà dei giovani nel cogliere l’umorismo dietro all’eccesso, mentre Fruttero e Lucentini si servono proprio dell’esagerazione per “parlare male di tutti senza ridicolizzare nessuno”.
Gli autori, infatti, scrivevano in piena libertà che sapevano perfettamente padroneggiare, non risentendo dei vincoli del politically correct e prendendosi le responsabilità delle proprie affermazioni.
Lo spirito contemplativo spinge gli scrittori, per esempio, a considerare il fenomeno del turismo. Il rapporto turista-autoctono è un perfetto esempio di come il fastidio che proviamo per gli altri è lo stesso che potremmo procurare: i turisti, “odiosi occupanti” per Fruttero, sono invadenti e sgraditi fin quando non siamo noi a occupare il territorio altrui.
La comicità di Fruttero e Lucentini è stata una piacevole scoperta e crediamo che possa essere veramente l’antidoto per arginare la diffusione dei cretini nella società.