16 ottobre 2021, Cronache, Salone del libro 2021

Cambiare ritmo: un’impresa dell’adolescenza


Achille Berzovini, Sara Bonora, Chiara Flori, Sofia Mazzaglia, Francesca Polo, Liceo L. Ariosto Ferrara


“Resistete, non fate finta di essere felici e fate quello che volete fare”. Questo è il messaggio che vuole lanciare Victor Jestin al suo pubblico, durante l’incontro tenuto da noi ragazzi del gruppo di lettura Galeotto fu il libro del Liceo L. Ariosto di Ferrara, nella giornata di sabato 16 ottobre 2021 in occasione del Salone del Libro di Torino. Victor Jestin pubblica, nel 2019, il suo primo romanzo Caldo, che tratta tematiche legate al mondo degli adolescenti, dalla scoperta di se stessi, alle prime esperienze, alla morte di un coetaneo incompreso. 

Perché proprio “caldo” come titolo? All’interno del romanzo questo elemento assume innumerevoli sfaccettature sia nel senso letterale del calore del sole che in quello metaforico del fuoco della passione e del desiderio. A contrapporsi al titolo è il protagonista stesso, Léonard, gelido nell’animo e nel relazionarsi con gli altri. Leggendo il libro e dopo aver avuto conferma dall’autore, si può cogliere che scrittore  e protagonista risultano speculari. L’autore infatti, come Léonard, non ama il campeggio, rappresentante l’ipocrisia della vita, nel quale gli viene imposto di divertirsi. Spesso in questi luoghi di villeggiatura infatti si cerca di negare la tristezza, falsificando la felicità e tentando di autoconvincere se stessi ad osservare la realtà con occhi “filtrati”. Nel libro infatti la sorellina di Léonard, Alma, finge di non vedere una nuvola grigia per non rovinare quell’aura di allegria che le viene imposto da chi la circonda. 

In questo mondo completamente cieco, tutti ignorano la scomparsa di Oscar; solo Léonard conosce realmente la verità: dopo aver trovato il coetaneo strangolato dalle corde di un’altalena, forse per suicidio o forse per un gioco estremo, lo seppellisce sotto la sabbia. La vera motivazione della morte del ragazzo rimane ambigua; infatti l’autore stesso afferma che non è interessato alla morte nell’atto in sé ma, piuttosto, agli effetti che questa provoca nel protagonista. Quest’ultimo, combattuto tra il reagire e lo stare fermo, utilizza questa situazione per esternare il suo dissenso verso una società opprimente che non include il diverso e che accetta solo ciò che viene considerato “normale”.  “Il campeggio, riflesso della società, elimina le differenze, uniforma, omologa. È una violenza che la letteratura ha il compito di analizzare e far emergere” ribadisce Jestin.

Ad affiancare la letteratura è la musica: se noi ci rifacessimo ai modelli che utilizziamo in quest’ultima, saremmo in grado di far trasparire in modo migliore ciò che ognuno di noi desidera esternare. L’autore semplifica questo concetto con un esempio, il Boléro di Ravel, che per dieci minuti, in un continuo crescendo, ripropone le stesse note e la stessa figurazione conferendo maggiore enfasi al brano. Inoltre, all’interno del libro viene citato il Lohegrin di Wagner, che esemplifica secondo l’autore l’intera narrazione: a dimostrare che il linguaggio universale delle note può tradurre perfettamente, se non in modo migliore, quello parlato.

Victor ci lascia ribadendo che l’adolescenza è un ritmo sbagliato, imposto, e per questo noi giovani dobbiamo trasformare la nostra cadenza quotidiana , in modo da poter trovare una nuova armonia che ci risincronizzi con la vera realtà.

Al termine abbiamo rivolto all’autore due domande tipiche del nostro progetto Galeotto fu il libro: qual è il libro che lo ha fatto innamorare della scrittura e se conosce qualche opera della letteratura italiana? Il romanzo Galeotto di Victor è Viaggio al termine della notte di Louis Ferdinand Céline “perché inventa un modo di scrivere e parlare diverso da quello che si legge altrove e questo mi ha dato la voglia di non scrivere storie ma di lavorare su delle frasi”. L’autore, pur non conoscendo bene la letteratura italiana, ci rivela che “l’autore della letteratura italiana che amo di più è Cesare Pavese, perché anche lui parla di caldo, desiderio e malessere maschile.”

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