Aldo Grasso è il più importante critico televisivo italiano, e insieme a Rosario Fiorello, oggi, il 17 maggio 2026, ha presentato il libro “Cara Televisione” edito Raffaello Cortina Editori.
Il libro delinea una molteplicità di tematiche che ruotano intorno al processo di cambiamento della televisione dal 2 gennaio 1954 ad oggi. Con quest’opera Grasso ci rivela una grande verità: la critica non serve a nulla nella pratica, ma serve ad attivare la curiosità del lettore e dello spettatore ed è essenziale per sviluppare un pensiero critico.
L’autore viaggia all’interno dei canali, spostandosi dalla Rai a Canale 5, giudicando con semplicità i tipi e personaggi presenti all’interno di questo mondo: Rosario Fiorello, Stefano De Martino, Maria De Filippi e altri.
Grasso e Fiorello si addentrano in un dialogo da cui emerge la frammentazione della televisione e così anche della società, probabilmente dovuta alla formazione di nuove figure e posizioni, principalmente legate al mondo social, che lentamente sta sottraendo potere e sharing alla TV.
Un aspetto interessante che viene sottolineato dal critico televisivo è la monotonia dei palinsesti nonostante il cambiamento del ruolo della televisione all’interno della nostra società: sembra quasi che la TV viva in una bolla a sé, senza seguire come ci si aspetterebbe il passo dello sviluppo mondiale. In riferimento a questo argomento Fiorello afferma ironicamente che il libro di Grasso sembra quasi arrivare dal futuro, poiché la situazione dallo scorso marzo 2025 – periodo in cui il libro è stato scritto –, il palinsesto e le programmazioni non sono cambiate. È innegabile che i social media anche in questo abbiano avuto un ruolo decisivo. Si è infatti completamente modificato il modo in cui le persone si approcciano ai mezzi comunicativi televisivi: ormai ci si affida quasi esclusivamente a mezzi più immediati e alla TV non rimane che sostenersi con programmi nazionali come Sanremo. È importante però ricordare, come lo stesso Aldo Grasso dice, che “Un cambiamento però c’è stato: ora la televisione normale non attrae più per le cose belle, ma per tutto quello che è crime, perché cerchiamo il morboso. Ormai non c’è più nulla che ci soddisfi”.
Invece Fiorello ci lascia con un’ultima frase, allineandosi al tema del salone: “Ora non possiamo che affidarci ai giovani, noi il nostro l’abbiamo fatto”.
Concludiamo invitandovi a guardare il video dell’intervista fatta a Grasso e Fiorello.