Quando abbiamo iniziato i tre incontri con il giornalista Ferdinando Cotugno, pensavamo che avremmo semplicemente parlato del suo libro sul cambiamento climatico, come accade in molte situazioni analoghe, e dobbiamo ammettere che le nostre aspettative non erano alte: ci aspettavamo un percorso abbastanza definito, legato ai temi ambientali e alla narrazione personale dell’autore. Tuttavia, fin dal primo incontro, è stato chiaro che l’esperienza sarebbe andata in una direzione diversa: il libro, infatti, è stato solo un punto di partenza.
Le discussioni si sono ampliate rapidamente, trasformandosi in momenti di confronto aperto su temi di attualità: più che analizzare in modo tradizionale l’opera che ci era stata proposta, ci siamo trovati a riflettere su ciò che accade nel mondo al giorno d’oggi, affrontando argomenti complessi e spesso lontani da quelli che ci aspettavamo inizialmente.
Durante gli incontri abbiamo parlato soprattutto del panorama geopolitico internazionale e di come l’equilibrio mondiale sia messo sempre più a dura prova, parlando ad esempio delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, delle questioni legate al viaggio via mare di merci e risorse, e degli impatti sociali ed economici delle scelte dei leader mondiali.
Questi temi, apparentemente distanti da quello del cambiamento climatico, si sono rivelati invece collegati a una visione più ampia della realtà, fatta di equilibri fragili e di relazioni tra fenomeni diversi; questo ci ha portato a capire quanto sia importante informarsi, ma soprattutto saper interpretare ciò che accade, per una visione critica che ci porta, nel nostro piccolo quotidiano, a passare da spettatori passivi a protagonisti di scelte più consapevoli.
Un aspetto che ha reso questi incontri particolarmente significativi è stato il modo in cui si sono svolti: non si è trattato di semplici lezioni, ma di veri e propri dialoghi in cui l’autore non si è limitato a spiegare, ma ha coinvolto la classe in una conversazione continua, lasciando spazio alle domande, ai dubbi e alle opinioni di tutti e dando sinceramente importanza a cosa noi dicessimo e come ci sentissimo. Proprio quest’ultimo elemento è stato il più apprezzato, perché oltre alla felicità di essere ascoltati, abbiamo avuto la possibilità di avere un esperto che rispondesse a quelli che sono i nostri dubbi in maniera diretta e chiara.
In conclusione, questi tre incontri non ci hanno insegnato solo qualcosa sul cambiamento climatico o sul contenuto di un libro, ma ci hanno aiutato a sviluppare uno sguardo più attento sul presente: abbiamo capito che comprendere il mondo richiede curiosità, spirito critico e la capacità di mettere in relazione temi diversi ed è forse proprio questo l’insegnamento più importante che ci portiamo a casa.