Presentiamo oggi il racconto di un viaggio durato tre giorni, un percorso che non è stato solo un incontro con l’autore, ma un’immersione profonda nelle parole, nei corpi e nelle fragilità di un gruppo di adolescenti. Accompagnati dalla sensibilità di Matteo Corradini, i ragazzi della 2^A hanno trasformato la lettura in un’esperienza viva e, a tratti, terapeutica.
Lunedì 30 marzo: Il corpo e lo sguardo
Il primo giorno è stato dedicato alla scoperta. Attraverso l’albo illustrato ZOOM!, i ragazzi sono stati sfidati a cambiare prospettiva, anticipando il significato delle immagini prima ancora che venissero svelate. Il movimento è diventato poi protagonista: un gioco di ruolo in cui i corpi si sono fatti creta, robot o burattini, esplorando modi diversi di stare al mondo.
La mattinata è proseguita con l’osservazione dei ritratti di Lorenzo Mattotti: ispirandosi al lavoro di Claudio Piersanti, gli alunni hanno dato voce a volti muti, ricostruendo biografie immaginarie. Il momento più alto si è toccato però con l’attività degli autoritratti: sul bianco le proprie qualità, su cartoncini colorati le “parole cattive” ricevute dagli altri. Bucherellando il cartoncino per far emergere il proprio volto, i ragazzi hanno iniziato a mettersi a nudo, scrivendosi lettere sincere sui propri dolori. È stato un primo, fondamentale atto di accoglienza delle proprie fragilità.
Martedì 31 marzo: L’incontro e la voce
La seconda giornata ha visto la classe proiettarsi verso l’esterno. Dopo una mattinata dedicata a immaginarsi come “eroi del proprio benessere”, i ragazzi si sono preparati al confronto pubblico. Il pranzo condiviso in mensa con l’autore ha accorciato le distanze, creando un clima di autentica complicità.
Nel pomeriggio, l’intensità è cresciuta: prima l’incontro con i compagni della scuola, poi quello aperto ai genitori. I ragazzi hanno intervistato Matteo, esplorando la genesi del libro La Spada non mi ha Salvata. Il momento più commovente è stato il reading: gli alunni hanno letto ad alta voce le loro impressioni e quelle lettere così intime scritte il giorno prima, trasformando il malessere individuale in una testimonianza collettiva di rara potenza.
Mercoledì 1°aprile: La verità sotto la maschera
L’ultimo giorno è stato quello del bilancio e della traccia indelebile. In cerchio, ciascuno ha risposto alla domanda: ” Sotto la maschera io sono…”. Queste confessioni sono diventate il cuore di un progetto multimediale: un podcast video in cui i ragazzi, truccati e fotografati come riflessi capovolti in uno specchio, hanno registrato le proprie verità.
L’esperienza si è conclusa in un’agorà finale, uno spazio di parola libera dove è emerso quanto questi tre giorni abbiano inciso nel profondo. I saluti a Matteo Corradini non sono stati un semplice congedo, ma un abbraccio collettivo carico di commozione e di una nuova, consapevole amicizia.
Resta il video, restano le parole, ma soprattutto resta la consapevolezza che la letteratura, quando incontra la vita, ha il potere di curare e di svelare chi siamo davvero.
https://www.dropbox.com/scl/fi/dq5bgeoaqeeyilpux57fm/Incisa-Sotto-la-maschera-HD.mp4?rlkey=x4mmywqfg8nhh0t4ho0eml5ba&dl=0











