Che cosa sta succedendo alle frontiere orientali del continente?
Ce l’hanno spiegato il giornalista georgiano Giorgi Lomsadze, il giornalista romeno Madalin Necsutu e la storica serba Dubravka Stojanovic, moderati da Andrea Pipino.
Le tre nazioni sono accomunate dall’infiltrazione nel territorio della propaganda filorussa e della conseguente deriva autoritaria, da cui si scatenano le proteste dei giovani. In particolare si sono soffermati sui contesti politici che caratterizzano questi paesi.
Lomsadze ha analizzato la situazione della Georgia, che ha definito surreale, dal momento che l’uomo più ricco del paese ha deciso di impegnarsi in politica indossando una “maschera” per nascondere la sua attitudine conservatrice e filorussa. Infatti si è presentato al popolo come un sostenitore dell’entrata nell’Unione Europea, che ha sostenuto fino al 2024, quando ha bloccato i negoziati, generando così le proteste. A causa di queste, molti giornalisti e cittadini sono stati aggrediti e massacrati, poiché si sono opposti al governo oligarchico, il quale affida il proprio potere nelle mani di pochi. Ciò favorisce l’infiltrazione della propaganda filorussa attraverso gli ideali della chiesa ortodossa, provocando così una spaccatura all’interno del Paese. Il medesimo problema si ripropone in Serbia, dove le proteste studentesche anti europeiste si oppongono al governo Vučić, poiché molti Paesi occidentali hanno appoggiato la sua linea politica.
Riguardo allo stesso tema si è espresso anche il giornalista romeno Necsutu, che ha svolto un confronto tra la Romania e Moldavia. Infatti entrambi i Paesi sono accomunati dall’alto tasso di emigrazione verso gli altri Stati europei. Tuttavia la diaspora romena risulta più soggetta alla propaganda russa, la quale si esprime principalmente attraverso i canali social, che costituiscono il mezzo di informazione più comune tra gli espatriati. Al contrario in Moldavia, la popolazione anziana, nostalgica dell’antica Unione Sovietica e influenzata dalla Chiesa moldava, sostiene maggiormente i partiti nazionalisti. Invece i profughi, esperti della propaganda russa, si esprimono a favore dell’europeismo, determinando in modo schiacciante gli esiti delle votazioni parlamentari.
I tre giornalisti dunque concordano tutti sul difficile contesto politico degli stati frontiera orientali, trovando tra le principali cause la propaganda russa.