“Una Nazione che non ha un passato non può avere un futuro”. Questa la sintesi dell’incontro tenuto dal ricercatore Federico Bomba e dalla giornalista Beatrice Petrella presso il teatro Apollo. I due hanno realizzato un progetto che proponeva a sei artisti un viaggio, su base volontaria, con lo scopo di avvicinare l’Occidente e l’Oriente. Questo evento si è svolto a Bakota, una cittadina ucraina, relativamente isolata dai recenti eventi di guerra. L’esperienza ha portato i due reporter a costruire un forte legame con le persone del villaggio e le loro tradizioni; infatti, attraverso il podcast Silence behind the frontlines riescono a mettere in risalto le voci che ci raccontano la vita quotidiana del villaggio. Il sentimento che più emerge tra gli abitanti del posto è la necessità di divulgare ciò che c’è oltre la guerra e ciò che è avvenuto prima di questa, ad esempio quella che loro definiscono ‘the floating’, ovvero l’inondazione del fiume Dnepr che li ha portati a non avere piú una casa in cui tornare.
Inoltre, con la distruzione dei reperti archeologici e della nazione a causa dei bombardamenti, non solo in questo Paese si fa ormai fatica a vivere il presente senza tensione, ma non si ci riesce nemmeno a immaginare un futuro, poiché questo non ha un passato su cui porre le fondamenta.
Quindi, per colmare la distanza che separa queste l’Occidente e l’Oriente è essenziale narrare le vite e i sentimenti di coloro che continuano a sperare in un domani.
“Per avere un futuro bisogna riappropriarsi del proprio passato”.