3 ottobre 2026, Cronache, Internazionale Ferrara 2026

Ora prova a dormire, io resto qui accanto


Giulia Catania e Anna Boarini

Liceo Alfieri e Liceo Aoristo - Torino e Ferrara

L’intelligenza artificiale può esistere senza l’uomo?

La vice-capo redattrice del “Corriere della Sera”, Martina Pennisi, attraverso la mediazione della docente dell’Università di Ferrara, Ilaria Ampollini, ci ha esposto gli “inganni” che nasconde l’AI.

A causa delle risposte che l’AI ci fornisce, spesso siamo indotti a pensare che tali informazioni siano prese da un sistema proprio; invece, sono interamente estrapolate da ricerche provenienti da utenti umani. Quindi, l’intelligenza artificiale non è un’anima a sé stante, ma va di pari passo con lo sviluppo tecnologico. Ciò nonostante, tendiamo a sottovalutare frequentemente questo aspetto, concedendole troppa libertà. Questa autonomia genera uno scollamento sociale tra la consapevolezza razionale e la risposta emotiva, così da generare negli esseri umani l’esigenza di avere una conversazione empatica con l’interfaccia digitale, come se questa incarnasse una persona reale. Riguardo a ciò la giornalista ha esortato a “non scambiare una conversazione per una relazione”.

A differenza di quando sono nate le prime piattaforme digitali come Google e Facebook, che avevano scopi ben precisi, ossia mettere in contatto le persone e compiere ricerche rapide su Internet, l’AI non mira a un fine così definito, ma elabora un proprio sistema intelligente attraverso cui rispondere ai nostri quesiti.

Alla fine dell’incontro, la giornalista ha voluto focalizzarsi sulla necessità di non dimenticare la differenza  tra la comprensione di un confronto tra persone in carne ed ossa e la risposta fredda e superficiale di un algoritmo.
Infatti, come spiega la giornalista Pennisi: “la vaghezza torna indietro come un boomerang”.

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