4 ottobre 2026, Cronache, Internazionale Ferrara 2026

L’IA in ambito medico


Cazzola Mattia, Corigliano Samuele Francesco

Liceo Ariosto, Liceo Alfieri - Ferrara, Torino

L’intelligenza artificiale, un bene o un male per la medicina? Questo strumento è entrato in poco tempo nelle nostre vite e si sta già ponderando l’idea di inserirla in ambito medico. A parlare di questo argomento sono stati Paolo Zamboni, medico e professore presso la Facoltà di Medicina di Ferrara, e Melchiore Giganti, medico radiologo e professore ordinario presso il dipartimento di medicina di UniFe.

A prendere la parola per primo è stato il dottor Giganti che sostiene come l’IA sia uno strumento utile, soprattutto all’interno della radiologia, poiché, grazie ad essa è possibile fare scansioni più approfondite e più precise: di recente è stato ideato un nuovo metodo di tomografia che utilizza più settori di raggi X, il cui “processing” dei fotoni è possibile solo attraverso l’intelligenza artificiale.

Il metodo attuato dai medici è molto diverso rispetto a quello dell’IA; i dottori infatti, vedendo un’immagine complessiva, vanno a cercare dei pattern attraverso il “Pattern Recognition”, l’IA invece analizza ogni singolo pixel con il “Pattern Recognition Computazionale”. Inoltre l’IA non è un software tradizionale, esso è in continua trasformazione. Per queste motivazioni potrebbe essere utilizzata per semplificare dei passaggi molto lunghi e complessi al fine di potersi dedicare a un dialogo diretto col paziente.

Dopo l’intervento del professor Giganti ha iniziato a parlare il dottor Zamboni, che ha voluto specificare che l’IA senza una guida o senza una adeguata regolamentazione può essere molto pericolosa, poiché potrebbe compromettere la sicurezza del paziente e la trasparenza delle cure. D’altra parte, ritiene che l’IA possa diventare uno strumento molto utile nel campo della chirurgia vascolare: l’80% dei pazienti sono dei falsi positivi, l’intelligenza artificiale potrebbe quindi aiutare nello screening dei vasi sanguigni, un processo normalmente molto lungo e complicato.

Zamboni però specifica che l’IA non deve essere utilizzata per formulare diagnosi, ma può essere solamente utilizzata per semplificare dei compiti ripetitivi.

La filosofia dei due medici presenti alla conferenza è chiara: “Liberare i pesci piccoli per investire tempo e risorse sui pesci grandi”.

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