2 ottobre 2026, Cronache, Internazionale Ferrara 2026

Al Sud si può ripartire dalla letteratura?


Anna Cerundolo, Niccolò Ferrigno

Liceo Ariosto, Liceo Alfieri - Ferrara, Torino

Il Meridione è davvero la periferia d’Italia? La letteratura, spiegano Donatella Di Pietrantonio e Nicola La Gioia, ci insegna che non è così. Il 2 Ottobre, nella prima giornata del festival di Internazionale, i due scrittori, vincitori del premio Strega, hanno raccontato le loro terre natali, rispettivamente l’Abruzzo e la Puglia, attraverso la lente di chi conosce in prima persona i problemi di queste terre, con una profonda voglia di cambiamento.

La prima questione che è stata sollevata riguarda il tema degli arrivi e delle partenze. “Per mio nonno, il lontano non era mai abbastanza lontano” dice la Di Pietrantonio, ricordando le parole del nonno ai nipoti che si spingevano sempre più a nord: Milano, poi anche Svizzera e Germania, ma nulla poteva arrivare alla conquista finale, l’America. Questa è una testimonianza dei fenomeni di emigrazione che caratterizzano il Sud Italia da più di un secolo e ci collega direttamente a un grande problema: se tutte le persone qualificate se ne vanno, chi rimane a migliorare questi territori? La sottrazione delle forze che potrebbero portare al cambiamento, la desertificazione geografica, conduce inevitabilmente alla staticità dei territori.

Molti potrebbero non concordare, vista l’improvvisa uscita dall’ombra di vaste zone del Sud grazie al turismo. Nicola La Gioia testimonia, però,  il fenomeno di overturismo selvaggio, fatto di enormi case vacanza, comprate soprattutto da stranieri. Un esempio che lo scrittore pugliese riporta è quello del fantomatico Borgo Egnazia che ha ospitato il 50° vertice del G7, luogo paragonato alla riproduzione di Venezia a Los Angeles, ma all’interno della stessa Puglia. A una prima impressione l’incremento del turismo potrebbe rappresentare un’opportunità di sviluppo economico, ma non risolve alla radice il problema di riscatto sopra menzionato, poiché di fatto la Puglia rimane la quartultima regione italiana per reddito.

“Quando ho cominciato non a scrivere, che quello lo facevo da bambina, ma a pubblicare e a scrivere romanzi, non più racconti, non più cose brevi, non più pseudopoesie, ma veri romanzi, mi sono accorta che quella gabbia era il mio materiale, era il mio tema” afferma con un sorriso Di Pietrantonio, raccontando come quella che per molto tempo le era sembrata una gabbia opprimente che l’aveva rinchiusa, fatta soffrire e limitata, fosse diventata il suo patrimonio, la sua ricchezza e la sua possibilità di dare voce alle persone, soprattutto alle donne, che lì una voce non l’avevano mai avuta. Il suo romanzo L’Arminuta vuole proprio trattare questa realtà.

Allo stesso modo afferma che lei, come  la maggior parte di coloro che lasciano la loro terra d’origine, ne rimane in qualche modo legata, come fosse un elastico: tanto più cerchi di allontanartene, tanto più ti attira indietro.

A Giuseppe Rizzo, che evidenzia il moderato uso del dialetto nei romanzi di La Gioia, lo scrittore risponde “(…)Quello è stato un modo per asciugare sempre di più il dialetto e perché l’ho fatto? Perché a me dà molto fastidio l’uso che purtroppo vedo, l’uso strumentale, un po’ piacione del dialetto per vendere i libri”. La lingua vernacolare secondo i due scrittori diventa un modo per fare simpatia, dare colore, o fare del folklore. Da questo deriva la condivisa scelta di usare invece una lingua mediana, quella di tutti coloro che non hanno avuto un accesso reale alla lingua nazionale, perché non erano scolarizzati e che però nella vita hanno poi avuto bisogno di relazionarsi con i parlanti italiano e hanno fatto questo sforzo di avvicinamento, di semi-traduzione della loro lingua madre,  con esiti a volte comici, il più delle volte sbagliati. “Ecco, quindi ho cercato di riprodurre una lingua il più possibile vera ma senza sfruttare il dialetto, che è una cosa che mi fa orrore. Come dice Donatella, il dialetto, quello usato per colorire  è dialettoide sull’italioide (…), conclude lo scrittore.

 

 

 

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