Sabato 16 maggio, al Salone del Libro di Torino, il Gruppo di Lettura del Bookstock (nelle figure di Maria Roberta Virgili, Gloria Bressan, Giulia Boracchia, Gaia Campagna) ha dialogato con la scrittrice Melania Mazzucco sul suo libro d’esordio, “Il Bacio della Medusa”. Il romanzo, che quest’anno vede il trentesimo anniversario dalla sua pubblicazione, ha colpito molto le giovani lettrici. Il libro, infatti, tratta di un amore proibito tra due donne nell’Italia dell’inizio del ventesimo secolo, segnato da violenza e oppressione.
Le intervistatrici, dopo aver ricordato la grande carriera della scrittrice, vincitrice tra l’altro del Premio Strega del 2003 col romanzo “Vita”, hanno aperto l’incontro chiedendole se, alla pubblicazione, fosse preoccupata che la sua carriera iniziasse con un libro così particolare e duro nelle tematiche. Mazzucco ha quindi confessato che il libro era nato nella sua giovinezza, senza nessuna intenzione di essere pubblicato. Aveva visto la stesura come un bisogno, anche per sfogare il disagio che viveva nei suoi anni da studentessa universitaria. L’autrice era ai tempi all’oscuro di come funzionasse davvero il mondo dell’editoria e, solo dopo aver fatto leggere il libro al fidanzato, ha iniziato a sentire il desiderio e l’esigenza di far conoscere la sua storia anche al pubblico.
Successivamente le ragazze si sono concentrate su una domanda più tecnica: nel corso del romanzo molte scene sono descritte in maniera molto dettagliata, facendo piombare il lettore nel libro. Ciò, infatti, riflette la formazione dell’autrice, laureatasi in Cinema. Mazzucco ha quindi raccontato di un ricordo della sua infanzia: avendo un padre drammaturgo, assieme a lui per quattro anni si era recata alle prove di una piccola compagnia. Era rimasta particolarmente colpita da come gli attori erano entrati nei personaggi, quasi riconoscendo una “trasformazione” tra interprete e ruolo. Da ciò deriva il fascino che lei prova per il teatro e il cinema, che poi si è tradotto nel suo stile di scrivere.
Poi l’autrice è stata interrogata sul suo rapporto col personaggio di Norma, la protagonista. Mazzucco ha quindi spiegato come si rivede in tutti i personaggi di cui parla e che ciò che lei ha effettivamente trasmesso a Norma è stato quasi inconscio. Norma, infatti, è un’aspirante scrittrice che ha come missione riempire una prospettiva vacante nella letteratura italiana: quella delle donne. Norma viene anche derisa dall’autrice per il suo desiderio, ma è solo col passare del tempo che Mazzucco si è resa conto che l’aspirazione di Norma, donna oppressa e scrittrice mancata, è stata di fatto ripresa e portata avanti dall’autrice stessa: in molti suoi lavori, infatti, ha cercato di portare lo sguardo delle donne sulla storia.
Il libro presenta al suo interno numerose lingue, ognuna legata al punto di vista del personaggio trattato. Infatti l’autrice ha argomentato la scelta della regione della Valle Stura, dov’è ambientato il romanzo, descrivendola come una regione di confine e distacco, sia fisico che linguistico. Le molteplici lingue usate nel romanzo riflettono la distanza tra i vari personaggi: Norma, cresciuta a Firenze, usa l’italiano e il latino, imparato grazie ai suoi studi, ma si trova a contatto con il francese che è la lingua della borghesia e aristocrazia torinese. E poi giunge a contatto con una lingua provenzale, caratteristica delle Alpi Marittime, sottolineando come sia distaccata da quel mondo.
Mazzucco, come Norma, riesce a superare quei confini utilizzando la scrittura come sua arma. La scrittrice, infatti, afferma che dietro ogni autore risieda un disagio oppure un evento traumatico, nel suo caso la morte del padre che ha lanciato la scintilla proprio per “Il Bacio della Medusa”. È lì che la scrittura si rivela necessaria, proprio come sfogo per lo sconforto. Secondo Mazzucco, nella carriera di un autore i primi libri vengono usati più per far emergere questo disagio, per poi stabilizzarsi. Lo scopo della scrittura è proprio questo per lei: tirar fuori i traumi per poi andare avanti con la vita. Allo stesso modo si sviluppa la lettura. La lettura permette di vivere esperienze che normalmente non sarebbero possibili, arrivando a formare la persona nel suo intero. Ciò avviene solo quando il lettore si immedesima nei personaggi. Mazzucco pensa che la costruzione di un personaggio funzioni solo quando il personaggio va contro ciò che desidera l’autore. La scrittrice, infatti, afferma di aver avuto altre speranze per Norma, ma che il personaggio aveva la conclusione che era adatta a lui.
Nel libro la violenza sulle donne risulta un tema centrale. Mazzucco allora racconta che, all’epoca della stesura del libro, vigeva ancora una legge che trattava la violenza sessuale non come un reato verso la persona, ma come un reato di pudore. Tutt’ora si tende a colpevolizzare la vittima delle violenze, come se a essere danneggiata fosse solo la sua immagine. Proprio Medusa, uno dei personaggi più importanti del romanzo, rimane segnata da un atto di violenza. Proprio per questa paura del giudizio altrui, decide di non parlare mai del suo trauma, costringendo Norma a cercare di capire cosa ha passato.
In questo senso, l’incontro con Melania Mazzucco non si è concluso soltanto con una riflessione sulla letteratura del passato, ma ha lasciato ai giovani lettori del Bookstock una domanda aperta sul futuro: continuare a leggere, scrivere e raccontare storie può ancora essere un modo per comprendere il presente e immaginare un mondo più consapevole.