Oggi, 15 maggio 2026, al Salone Internazionale del Libro di Torino si è tenuto, in sala azzurra, il dialogo “Cinema: sogni in tasca” fra Francesco Piccolo, scrittore e sceneggiatore, e Marco Bellocchio, regista.
Il famoso sceneggiatore ha cominciato ricordando l’esordio di Bellocchio, del 1965, con “Pugni in tasca”, film che cambiò il cinema e la carriera del giovane regista, il quale ricorda l’episodio come la conferma di aver compiuto la giusta scelta nella sua strada nel mondo cinematografico.
Nonostante l’importanza e l’influenza che questo film ha avuto anche per le future produzioni, come “Marx può aspettare”, il regista ha detto di non essersi mai sentito limitato o trattenuto da quel primo film, ma di aver al contrario potuto esplorare diversi ambiti in molteplici maniere, fino ad arrivare anche alla creazioni di serie TV, l’ultima – “Portobello” – ha vinto il nastro d’argento dell’anno.
In conclusione Bellocchio si dice soddisfatto della varietà della propria produzione cinematografica. Negli anni gli sono state mosse critiche per l’ampia libertà narrativa che era solito prendersi, ma egli rivendica le parziali componenti autobiografiche presenti in ogni suo lavoro. Proprio per questo motivo, infatti, viene ritenuto un abilissimo autore.