In un’epoca in cui l’indifferenza sembra spesso la risposta più semplice, il graphic journalism si fa spazio per scuotere le coscienze. È questo il cuore di “Vietato arrendersi”, l’opera nata dalla collaborazione tra la giornalista Laura Cappon e l’artista Gianluca Costantini edito da Becco Giallo. Un incontro che trasforma la cronaca in arte e l’attivismo in narrazione visiva. Per Gianluca Costantini, il fumetto non è mai stato solo un passatempo. Durante l’incontro di presentazione, l’autore ha raccontato come il disegno sia stato lo strumento fondamentale per superare le difficoltà della dislessia, evolvendo da una passione per manga e supereroi a un impegno civile profondo. Oggi, Costantini usa il tratto per dare volto a chi non ha voce, dimostrando che l’arte può raccontare la realtà e i diritti umani con una forza che le sole parole a volte non raggiungono. L’evento ha visto la partecipazione di Angela Vitale per Amnesty International, l’organizzazione che dal 1961 vigila sul rispetto della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Nata dall’indignazione di Peter Benenson per l’arresto di due studenti portoghesi colpevoli solo di un brindisi alla libertà, Amnesty continua a operare sotto un motto potente: “È meglio accendere una candela che maledire l’oscurità”. Un invito esplicito all’azione contro la passività.
Il volume raccoglie dieci testimonianze di persone comuni diventate straordinarie per necessità e coraggio tra le quali troviamo Anwar, che da Berlino sostiene i rifugiati siriani; Rita, che usa il web per denunciare gli orrori della guerra a Gaza; Alaa Abd El-Fattah, l’attivista digitale egiziano che leggeva Topolino in cella per non impazzire; Zahra Joya, voce delle donne afghane private di ogni diritto; Sasha, l’attivista russa arrestata per aver sostituito i prezzi al supermercato con messaggi pacifisti; Narges Mohammadi, Premio Nobel iraniano e simbolo del movimento “Donna, Vita, Libertà”. Il libro non è solo un resoconto di lotte lontane, ma un monito sulla fragilità della democrazia. Ci ricorda che i diritti non sono conquiste eterne, ma vanno difesi quotidianamente. Tra il ruolo ambiguo della tecnologia, strumento di denuncia ma anche di censura, e l’importanza di non restare indifferenti, “Vietato arrendersi” ci insegna che il coraggio di interessarsi agli altri è l’unico antidoto contro il ritorno delle tenebre.