20 maggio 2022, Cronache, Salone del Libro 2022

Verità e vergogna


Martina Leprotti, Elisabeth Ofoelo, Sara Zerbini, redazione Liceo Ariosto


“Non è che non si vuole dire la verità, è che spesso non si sa quale sia”.

Verità, vergogna e coraggio sono le tematiche affrontate da Veronica Raimo in Niente di vero (Einaudi) in modo spregiudicato e sfrontato. Il libro è stato presentato dall’autrice con Sofia Viscardi e Irene Graziosi il 20 maggio al Salone del Libro di Torino.

Il romanzo, un’autofiction di una donna dal registro post moderno e dal ritmo teatrale, si sviluppa a partire dall’incipit del fratello geniale che i genitori lodano continuamente. Veronica, al contrario, crede di avere come unico talento una falsità che le è stata cucita addosso dai parenti, ovvero disegnare. La protagonista, come si può dedurre dal titolo, vive in un mondo fatto di menzogne, inventate non solo dai genitori, ma anche da se stessa. Spesso è difficile stabilire un confine tra vero e falso, perché la memoria alle volte è fallibile e menzognera e si crea così una verità creativa e distorta. Un altro limite complesso da definire è quello tra vergogna e coraggio. Per l’autrice il fatto che spesso la prima prenda il sopravvento sul secondo non è affatto una cosa negativa perché “ciò che unisce di più le persone è la condivisione di momenti di imbarazzo e vergogna”. Quest’ultima infatti è un sentimento sociale che consente di mettersi in relazione con gli altri. Il coraggio, al contrario di quanto si pensi, non è un’arma e spesso porta a compiere scelte di cui ci si può pentire.

La scrittura è stata definita “fredda” perché priva di descrizioni di gesti fisici. Secondo l’autrice, infatti, ai gesti sono implicitamente collegati i sentimenti, che invece devono essere lasciati alla libera interpretazione del lettore. Al contrario, l’utilizzo di una materia estremamente personale per la trama ha avuto la funzione di scaldare la scrittura. L’autrice ha definito l’opera “destrutturata” e di natura frammentaria: non si sviluppa un vero e proprio arco narrativo, ma è una successione di eventi della sua vita.

Un romanzo dunque ironico ed emozionante che rielabora in chiave originale il vissuto dell’autrice.

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