Scaffale

Pietro e Paolo


Gabriele Medas


Autore/Autrice

Marcello Fois

Editore

Einaudi

Il libro

Sardegna, primi del Novecento.
Sono cresciuti insieme ma mai potevano essere più diversi.
Paolo è figlio di una famiglia di proprietari terrieri; suo padre, don Pasqualino Mannoni, è ricco.
Pietro è di umili origini, i suoi genitori dei Mannoni hanno sempre curato gli appezzamenti di terra.
Gracile e delicato il primo, quanto robusto e forte il secondo.
Sono ragazzi del ‘99 tutti e due, nati a poco meno di un mese di distanza, “nati diversi ovviamente, come succede nella realtà: il principe e il povero, insomma”.
Trascorrono insieme estati allegre, sullo sfondo di una campagna rude della Sardegna.
Corrono, giocano, fanno scoperte e Pietro vigila sempre sull’amico più fragile, Paolo.
Dovrà farlo anche nel mentre della Prima Guerra Mondiale.
L’invito alla guerra arriva solo a Paolo.
L’altro però si arruolerà di testa sua.
Il padre di Paolo verifica la decisione del figlio e non rifiuta la sua scelta, sapendo i rischi che corre suo figlio in mezzo al conflitto.
Pietro, inoltre, nella loro casa ha trascorso l’infanzia, in un certo senso coi Mannoni è debitore: è questo il senso del discorso che don Pasqualino gli rivolge, ovvero si salvaguardarlo.
Si arriva nel momento in cui entrambi si ritrovano sul fronte, arruolati, buttati in mezzo a quello che sarà un conflitto letale e anche mortale.
Le cose però non vanno proprio come previsto o come si immaginavano i due ragazzi.
In prima linea ci sarà Paolo, debole e solo, “fuori dal cordolo della trincea, spinto in avanti – in mezzo alla marmaglia tremante, vociante, urlante”…

Perché leggere questo libro

Il motivo per cui leggere questo libro è intuibile dalla storia che si ha appena letti: sentirsi e prendere parte delle azioni dell’altro e non scoraggiarsi davanti all’ostacolo imminente.
Paolo e Pietro sono due ragazzi con anche forse abitudini diverse in alcune circostanze ma che hanno la stessa età e che godono del divertimento della loro gioventù; sono in grado si di capire ciò che fanno e assumersi la responsabilità per le scelte che prendono, collaborano e si aiutano.
Questo libro lo invito a leggere a tutti i ragazzi e le ragazze che hanno un’ età inferiore ai 30 anni perché alcune fatti e frasi presenti nel libro possono essere vissute e immaginate solo da chi le vive circa attualmente, come appunto le persone giovani che sono pressoché spensierate.

A chi può piacere questo libro

Consigliato per chi vuole cimentarsi in un romanzo breve diciamo, che parla di amicizia e amore e non prevede i giudizi altrui.
Intendo dire che su questo libro poco si sente sentire di dare suggerimenti o consigli; i ragazzi solo l’uno con l’altro e si spalleggiano, l’uno fa affidamento, sostegno e autostima sull’altro.
Il romanzo potrebbe apparire come una favola perché Fois ha deciso volontariamente di renderla così, il con o senza lieto fine è un punto di vista del lettore e si annida nella sua immaginazione ed è un fatto soggettivo.

Una frase del libro da conservare

L’umanità apprezza le eccezioni, si ricorda di quelle, ama le storie di chi le abita.
E allora bisogna imparare a discostarsi dall’eccezione, portarsi in giro come se non si avesse assolutamente niente da temere, con lo sguardo schietto del giusto e il passo deciso, ma mai frettoloso, di chi non deve sfuggire a nessun inseguitore.

Se questo libro fosse una canzone, un film, una serie tv

Farebbe successo!
Ha degli aspetti sociali anche molto utili applicabili alla quotidianità.
Avrebbe veramente un gran risalto e molte riflessioni.

L’autore/autrice di questa recensione viene da

Bologna

Scuola

Istituto Gaetano Salvemini

Gruppo di lettura

Classe 3Q

Sardegna, primi del Novecento. Sono cresciuti insieme ma mai potevano essere più diversi. Paolo è figlio di una famiglia di proprietari terrieri; suo padre, don Pasqualino Mannoni, è ricco. Pietro è di umili origini, i suoi genitori dei Mannoni hanno sempre curato gli appezzamenti di terra.

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