Cronache, Salone del Libro 2023

Raccontare la detenzione: come si spiega il carcere ai ragazzi


Marta Crivellini, Irene Grilli

Liceo Ludovico Ariosto - Ferrara

Il 18 maggio 2023, giorno in cui il Salone del Libro di Torino apre le sue porte al pubblico, dalle ore 10:30 alle ore 11:30 si terrà, presso il padiglione 1, l’incontro Il carcere spiegato ai ragazzi: come si racconta la detenzione tra dentro e fuori.

A fungere da punto di partenza sarà l’omonimo volume scritto da Patrizio Gonnella e Susanna Marietti, edito da Manifesti libri e nato da un progetto dell’Associazione Antigone,  che si interessa della tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario e di cui Gonnella è Presidente Nazionale dal 2005, mentre Marietti è Coordinatrice Nazionale. A dialogare con gli autori saranno anche Davide Ferrario, Monica Gallo, Michele Miravalle e Gianna Pentenero, in collaborazione con Assessorato ai Rapporti con il Sistema Carcerario, Città di Torino e Ufficio della Garante dei diritti delle persone private della libertà.

L’incontro si pone l’obiettivo di discutere riguardo una tematica spinosa ma di straordinaria importanza: il sistema carcerario e l’universo che in esso è racchiuso. Spesso purtroppo questa realtà viene percepita dai più come estranea e poco rilevante, quando invece dalle possibilità offerte ai detenuti e dal trattamento che essi ricevono dipende gran parte del loro reinserimento in società. 

Il carcere, che risulta dunque come un “mondo sospeso”, è il luogo in cui chi vi entra è chiamato a chiedersi il perché delle proprie azioni e ad acquisirne consapevolezza, in un processo di grande e indubbia complessità che ha però  come punto di partenza l’idea che sbagliare è parte delle vita e che, per questo, può capitare a tutti.

Ad essere determinante è perciò la capacità di reagire a quanto accaduto, il non arrendersi anche davanti a barriere che sembrano insormontabili, facendo appello alla forza che ognuno di noi ha dentro di sé e della cui entità molte volte ci si rende conto davvero solo in situazioni complesse come questa.

Dalle storie di chi quotidianamente “vive il carcere” si può perciò imparare molto, sono tanti i valori e gli insegnamenti che dalle loro storie si possono trarre.In questo, dunque, consiste l’importanza dell’evento: stabilire un contatto fra il pubblico, in particolare i ragazzi, e il complicato mondo del carcere, in modo che un passo alla volta il divario tra “dentro e fuori” diminuisca.

 

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