Oggi, 18 maggio 2026, al Salone Internazionale del Libro di Torino c’è stato l’incontro dedicato al libro “La mafia ti tiene sulle ginocchia” (Il Castoro), scritto da Fabrizio Silei, scrittore e sociologo, e Paolo Vassallo, che di professione fa anche il fotografo ed è stato uno tra i primi ad arrivare sul luogo della strage di Capaci.
L’opera affronta il tema della criminalità organizzata con uno stile diretto e coinvolgente, capace di parlare soprattutto alle nuove generazioni.
Il titolo stesso racchiude il senso profondo del libro: la mafia cerca di tenere le persone “sulle ginocchia”, togliendo libertà, dignità e possibilità di scelta. Ma il messaggio lanciato dagli autori è chiaro: conoscere, ricordare e parlare rappresentano il primo passo per rialzarsi.
Durante l’incontro, gli autori hanno sottolineato l’importanza della cultura per contrastare la criminalità organizzata. Attraverso la lettura di testi come questo e la diffusione dell’informazione riguardo alle azioni compiute dalla mafia è infatti possibile costruire una coscienza civile.
Gli autori hanno evidenziato quanto sia fondamentale educare le nuove generazioni alla legalità, al rispetto delle regole e al coraggio di denunciare ogni forma di ingiustizia. La mafia infatti non vive soltanto nelle azioni criminali, ma cresce anche nell’indifferenza e nell’omertà.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche del valore della memoria e dell’importanza di non dimenticare le vittime delle mafie, in particolare, le persone che hanno sacrificato la propria vita per difendere la giustizia e la libertà, come Giovanni Falcone, figura centrale nell’incontro. Attraverso storie, testimonianze e riflessioni, “La mafia ti tiene sulle ginocchia” invita i lettori a guardare la realtà con maggiore consapevolezza e a non cedere davanti alla mafia .
Un libro che ricorda come la cultura possa essere una delle armi più importanti contro la paura e contro ogni forma di criminalità organizzata.