La Peste, Un libro tante scuole

Semplice, ma d’impatto


erica peiretti


Una cosa che ti ha colpito

Probabilmente la maggior parte degli studenti che ha letto questo libro nell’ultimo anno, dirà come Albert Camus, descrivendo le vicissitudini più salienti degli anni ’40 in Algeria, sia riuscito a fare quasi una previsione del giorno d’oggi.

“La storia è importante e interessante, perchè si ripete”, mi ripeteva sempre mia sorella maggiore quando alle medie non volevo studiare questa materia a scuola, perchè la trovavo inutile e noiosa: troppe date e nomi da ricordare; troppe guerre futili; pensavo sempre “non mi ricordo cos’ho mangiato ieri a pranzo e invece devo perfino ricordarmi com’era vestito un determinato imperatore il giorno in cui fu ucciso!”. E invece, quest’ultimo anno, mi sono ritrovata a rimurginare sulla frase iniziale innumerevoli volte, in particolar modo proprio durante la lettura del romanzo “La Peste”. Gli effetti della pandemia sulle persone, la quarantena, la sofferenza e la morte, la positività e il pensiero che tutto andrà bene e che tutto finirà presto, che lasciano spazio all’amarezza e alla negatività… tutto si ripete!

Una frase del libro da conservare

  • “[…] ho capito che eravamo tutti in preda alla peste, e ho perso la pace. Non smetto di cercarla, ancora oggi, sforzandomi di capirli tutti (gli uomini) e di non essere il nemico mortale di nessuno.”
  • “tutti convenivano che le comodità della vita passata non sarebbero tornate dall’oggi al domani, e che distruggere era più semplice che ricostruire.”
  • “[…] si accendeva in realtà una speranza folle di cui i nostri concittadini talora si rendevano contro, e in fretta e furia dichiaravano allora che, comunque sia, la liberazione era di là da venire.”

Se ti è piaciuto La Peste, leggi o guarda anche

libri:

  • “Nel contagio”, Paolo Giordano
  • “Io non ho paura”, Niccolò Ammaniti

Commento di La peste di Erica Peiretti

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