La Peste, Un libro tante scuole

“Non erano ancora giunti al momento in cui avrebbero guardato alla peste come alla forma stessa della loro vita”


Erica Moussa


Una cosa che ti ha colpito

come i vari personaggi si adoperino in una sorta di lotta contro il male, un male che sembra non aver fine e di come la loro vita quotidiana sia stata poco a poco stravolta, nonostante inizialmente la peste fosse per loro soltanto come “un’ospite sgradita che prima o poi se ne sarebbe andata come era venuta”

Una frase del libro da conservare

“Spaventosa libertà che si scopre quando ormai si è privati di tutto”

Ho trovato la lettura di questo romanzo molto interessante e i fatti narrati estremamente attuali, in quanto si può fare un parallelismo con la situazione che stiamo tuttora vivendo a causa del Covid-19. “Spaventosa libertà che si scopre quando ormai si è privati di tutto” : questa frase mi ha particolarmente colpita, poiché esprime perfettamente le emozioni che ho provato durante i periodi di isolamento e quarantena che ho dovuto affrontare. La storia mi ha fatto molto riflettere sulla mia situazione e più in generale sulla “nostra”, riferito a tutti noi che ci siamo ritrovati a far fronte comune contro questo virus. Mi sono resa conto di come siano importanti la solidarietà e la fiducia tra gli uomini e di come soltanto aiutandoci l’un l’altro potremo, in qualche modo, superare questi momenti difficili.

Camus narra in maniera perfetta, sotto forma di cronaca, tutti gli avvenimenti e il loro evolversi e mi è sembrato di vivere i vari cambiamenti in prima persona. Importante è come un virus, quale la peste, non abbia solo avuto un impatto sulla salute fisica delle persone, ma anche su quella mentale. A poco a poco si avverte sempre più la disperazione dei cittadini e degli abitanti di Orano, che si ritrovano “prigionieri della città”.

Infine, ho trovato che la conclusione del libro lasci un certo senso di inquietudine, in quanto “forse sarebbe venuto il giorno in cui, per disgrazia e monito agli uomini, la peste avrebbe svegliato i suoi topi e li avrebbe mandati a morire in una città felice”. – Erica Moussa

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