La Peste, Un libro tante scuole

Maniacalmente ordinato


Eleonora


Una cosa che ti ha colpito

L’armonia e la cura con cui il libro è diviso. I paragrafi descrittivi, i dialogici e infine i narrativi si alternano come le strofe di una canzone.

Una frase del libro da conservare

“Ciò darà alla verità il tributo che le spetta, alla somma di due più due il suo totale di quattro, e all’eroismo il posto secondario che deve occupare, appena dopo, e mai prima, l’urgenza generosa della felicità.”

La peste di Camus non è da leggere per i tempi che stanno correndo oggi, per la notevole somiglianza con le vicende narrate nel libro, ma solo per la molteplicità di vedute. Ogni personaggio è maniacalmente costruito per essere la città di Orano, che di per sé è vuota e grigia. Non credo sia un caso che il libro cominci proprio con la descrizione del comune così spoglio e privo di personalità. Quest’ultima viene data dalle reazioni dei personaggi e dalla loro voglia di essere protagonisti di un mondo che senza persone sarebbe nero. Il libro sembra essere scritto da Grand, personaggio che, paradossalmente, scrive a sua volta una commedia per passare il tempo. La sua incredibile concentrazione nel trovare le parole corrette è profondamente legata a quella che c’è nella stesura di questo capolavoro.

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