La Peste, Un libro tante scuole

Le epidemie sono malattie del corpo e dell’anima


Camila Pino


Una cosa che ti ha colpito

Penso che sia davvero interessante il fatto di poter considerare questo romanzo come un contemporaneo, adattabile sui tempi che viviamo, duro e lento. Scritto nel 1947 e letto nel 2021 è incredibile che ci siano così tante similitudini e che vari argomenti siano ancora tratti quasi allo stesso modo (l’amore,la religione, “il bene comune”, l’umanità,l’economia, le precauzioni , la solitudine, l’isolamento assoluto,la scienza, la storia ecc.); l’empatia che non lettori possiamo provare attraverso varie situazioni ( come ad esempio il dolore di una madre, sentiamo la stessa pietà del dottore e la superiamo con la stessa indifferenza ); Oltre alle situazioni proposte da questo libro e dall’empatia provata per i personaggi , la proviamo anche perchè in qualche modo le abbiamo vissute nella nostra quotidianità, inconfondibili che rappresenta una sorta di specchio :l’angoscia , la passione ( che viene discussa varie volte), l’amore , la paura, l’impotenza, la nostalgia, l’indifferenza , l’egoismo , la pietà,delusione.
Un’altra cosa che oltre ad avermi colpito , ho capito che l’uomo di per sè è egoista, pensa al proprio bene tralasciando quello comune, e ci disturba ciò che inferisce con le nostre abitudini o i nostri interessi , continuando sempre a mettere in primo piano i nostri sentimenti personali, il bene comune è una condivisione , un impegno collettivo;infatti l’unica speranza è il lottare insieme, solo uniti non si esce sconfitti del tutto.
La cosa che mi ha sconvolto e di conseguenza fatto capire che mi trovavo davanti al capolavoro è che ad un certo punto ragioniamo come Bernard Rieux , ci immedesimiamo in lui e lui in noi attraverso l’empatia (quando parla dei sentimenti personali usa “nostri”), ; le descrizioni oggettive e semplici , in modo che noi lettori anche senza conoscenze mediche riusciamo a capire la gravità.
le epidemie sono malattie del corpo e dell’anima .

Una frase del libro da conservare

Ci sono molte frasi che ho apprezzato di questo libro ad esempio: “capita così a tutti : ci si sposa , si ama ancora un po’, si lavora. Si lavora tanto da dimenticarsi di amare.”; ” a volte capita di soffrire a lungo senza saperlo”; “Non c’è bisogno di essere felici per ricominciare”; “Fino a quando ci siamo amati , ci siamo capiti senza parole . Ma non ci si ama per sempre”; ” Ci si stanca della pietà , quando la pietà è inutile”; “la peste non paga!”; ” non c’è amore che non possa migliorarsi , e tuttavia accettavamo, in maniera più o meno pacifica , che il nostro restasse mediocre”; “come si fa per non sprecare tempo? – sentirlo in tutta la sua durata”

Se questo libro fosse una canzone

Mi concentrerei su brani degli anni 30\40 di genere jazz o classico.
“My old flame ” di Charlie Parker
“Non , je ne regrette rien” Edith Piaf
“Body and soul” Billie Holiday
“Clair de lune” Debussy
“Nocturnes” Chopin

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Commento su “La peste” di Camila Pino

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