La Peste, Un libro tante scuole

L’attualità di Camus


Classe 3^A liceo Grassi


Una cosa che ti ha colpito

Nonostante la apparente distanza dal lettore, in quanto il narratore si propone di essere il più obiettivo possibile, lo svolgimento crudele e senza tregua della storia dell’epidemia della cittadina di Orano ci rende partecipi degli eventi e ci fa riflettere molto sulla natura di noi uomini. Essendo nel pieno della pandemia globale di Coronavirus, ho potuto leggere l’opera con occhi diversi rispetto a come avrei fatto in una situazione normale e, proprio per questo, mi è stato più facile inserirmi all’interno della storia.

Un’altra cosa che ti ha colpito

Mi è stato semplice comprendere i dilemmi di alcuni personaggi come quello di Rambert, costretto alla separazione dalla donna amata, mentre sono stato attratto in modo particolare dal personaggio di Tarrou e dai suoi ideali all’inizio di difficile comprensione e in seguito oggetto di lunghe riflessioni. In particolare il dialogo sulla santità tenutosi tra il dottor Rieux e Tarrou mi ha fatto pensare molto e credo che un giorno dovrò rileggere il romanzo per comprenderlo a pieno.

Una frase del libro da conservare

Una frase del libro che penso sia molto significativa è la seguente, pronunciata da Tarrou nel dialogo prima citato “In fondo, è stupido vivere soltanto nella peste. Un uomo deve battersi per le vittime, certo. Se però smette di amare tutto, a che serve che si batta?”. Io l’ho interpretata come un insegnamento di vita, parafrasata si potrebbe rendere in questo modo “Ogni tanto nella vita devi fermarti e pensare a ciò che ami, solo questo può dare un senso alla tua esistenza”.

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Per concludere la recensione consiglio questo romanzo a chi vuole una lettura non troppo impegnativa ma che spinga il lettore a porsi delle domande e a comprendere al meglio i fatti che sono successi in questo periodo buio della nostra storia.

Leggendo il romanzo “La peste” di Albert Camus sono stato colpito dall’attualità di molte delle situazioni descritte durante la cronaca e dalla freddezza del racconto.

 

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