La Peste, Un libro tante scuole

L’attualità della Peste 


Rebecca Giudice, Classe III D, Liceo Volta Como


Una cosa che ti ha colpito

La situazione descritta ne “La Peste” di Camus sembra molto analoga a quella vissuta da noi, che ancora ci troviamo ad affrontare ogni giorno gli effetti del Covid-19, il virus che ha lasciato e continua a lasciare segni permanenti nella nostra vita. Nel passo che ho riportato, lo scrittore non si limita a descrivere una situazione di emergenza sanitaria, ma rende partecipe il lettore dell’angosciante atmosfera, di morte e paura, in cui ogni personaggio è costretto a vivere nell’esilio della propria solitudine al fine di evitare possibili contagi. Il riecheggiare degli spari e le sirene delle ambulanze fanno da cornice a questo quadro quasi apocalittico, che risulta familiare a tutti coloro che hanno anche solo un vago ricordo della prima quarantena di Marzo 2020.

Un’altra cosa che ti ha colpito

È suggestiva anche la sottolineatura del fatto che il “flagello riguardava tutti”: ogni uomo diventa in una pandemia uguale all’altro, l’individualità di un soggetto si stempera in una sorta di massificazione in cui ciascuno si trova nella morsa della morte, che da un momento all’altro può annullarlo, fino a essere solo un nome sopra un modulo.

Una frase del libro da conservare

“[…] Adesso, se non altro, la situazione era chiara, il flagello riguardava tutti. Tutti noi, fra gli spari che riecheggiavano alle porte della città, le sirene che scandivano la nostra vita o i nostri decessi, fra gli incendi e le scartoffie, il terrore e la formalità, destinati a una morte ignominiosa, ma registrata su appositi moduli, tra i fiumi spaventosi e il tranquillo scampanio delle ambulanze, ci nutrivamo dello stesso pane dell’esilio, aspettando senza saperlo lo stesso ricongiungimento e la stessa pace travolgenti. […]”

Commento su “La Peste” di Rebecca Giudice

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