Un libro tante scuole

La solitudine


Valeria Spadone classe II A Cambridge Liceo Scientifico Bitonto - Bari


Una cosa che ti ha colpito

Un bambino dell’età di Arturo avrebbe dovuto giocare e divertirsi, ma lo stesso comportamento degli abitanti dell’isola e altre circostanze gliel’hanno impedito, costringendolo, a mio parere, a crescere più velocemente nella più totale convinzione di non meritare coloro che gli stavano accanto.

Una frase del libro da conservare

Trascorrevo quasi tutti i giorni in assoluta solitudine, e questa solitudine, cominciata per me nella prima infanzia, mi pareva la mia condizione naturale”.

“Trascorrevo quasi tutti i giorni in assoluta solitudine, e questa solitudine, cominciata per me nella prima infanzia, mi pareva la mia condizione naturale”.
Credo che la solitudine sia uno dei mostri più grandi da cui qualcuno possa essere aggredito, una bestia silenziosa che corrode lentamente tutto a partire dall’esterno.
Far abituare un bambino alla solitudine nella sua infanzia  lo condannerebbe a un’inspiegabile paura di poterla rivivere un giorno.
Come se il protagonista fosse stato segnato, ogni sua azione futura, specialmente nei confronti del padre, riflette questo suo inconscio terrore a cui si è anche abituato.
Un bambino dell’età di Arturo avrebbe dovuto giocare e divertirsi, ma lo stesso comportamento degli abitanti dell’isola e altre circostanze gliel’hanno impedito, costringendolo, a mio parere, a crescere più velocemente nella più totale convinzione di non meritare coloro che gli stavano accanto.
Vedere il padre diventa per Arturo una boccata d’aria fresca in afose monotone giornate, tanto da non sentirsi alla sua altezza, tanto da sottovalutarsi, tanto da credere di non meritare il suo amore.
Negare a qualcuno la possibilità di essere amati è la più cattiva delle crudeltà, la più visibile delle cicatrici che possa restare impressa su un corpo, il più triste e doloroso tra tutti i destini.

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